Previdenza/ "Io, classe 1952, abbandonato. Anche i sindacati se ne fregano"
"I sindacati, che con 4 ore di sciopero si sono liberati del problema, non si rendono conto che alla fine si è andati a colpire sempre gli stessi. Non si possono modificare le leggi in corso senza considerare alcuni traguardi che la gente aspetta di raggiungere per poter far fronte ad altri problemi di vita. Sono nato a marzo del 1952...". Prosegue su Affari il dibattito sulla riforma della previdenza, dopo che un lettore ha denunciato di "esser stato fregato da Monti a pochi mesi dalla pensione". Numerose le lettere arrivate in redazione. Leggile tutte.
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Egregio Direttore,
ho visto le email che alcuni lettori le hanno inviato in merito all'eterno problema delle pensioni. Le chiedo anch'io, se non non disturbo troppo, di inoltrare queste email a quanti dovrebbero analizzare seriamente il problema. Lo sa quante persone colpite da queste leggi devono subire senza poter neanche urlare la loro rabbia. I vari Monti, Fornero e politicanti vari, non ne parliamo dei sindacati che con quattro ore di sciopero si sono liberati del problema, non si rendono conto che alla fine sono andati a colpire sempre gli stessi. Non si possono modificare le leggi in corso senza considerare alcuni traguardi che la gente aspetta di raggiungere per poter far fronte ad altri problemi di vita che purtroppo ci sono. Nel mio caso specifico, sono nato a marzo del 1952, pochi anni fa mi bastavano 35 anni di contributi e 57 di età per poter accedere alla pensione, ma quando stavo per arrivarci hanno portato l'età a 58, quando avevo 58 anni ne servivavo 59, quando mi mancavano pochi mesi hanno portato l'età a 60, ora che mi mancavano ancora 3 mesi hanno innalzato il tutto a 64 anni. Raggiunti dei requisiti minimi, c'erano le quote, potevano almeno lasciare libera l'uscita per la pensione pur corrispondendo in base alla anzianità di lavoro. Ringraziamo questo governo, loro hanno risolto i problemi; i politici, tanto loro non hanno colpe; i sindacati, loro hanno solo protestato un pò; le varie associazioni consumatori, loro annunciano solo azioni legali.
La ringrazio dell'attenzione.
Antonio Lunardon
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Egregio Direttore,
Immagino che il numero di mail a Lei destinate siano innumerevoli, non posso quindi che comprendere un'eventuale mancata risposta a questa mia mail.
Tuttavia mi auguro possiate fugare un mio dubbio.
Oltre alle ingiuste penalizzazioni impartite a noi lavoratori precoci, mi par di aver capito, che gli anni di lavoro oltre i 40, mi riferisco a quelli ora necessari a maturare la pensione "anticipata", non saranno conteggiati nel calcolo dell'assegno pensionistico.
Se vero, credo che ciò rappresenti un vero e proprio furto, perseguibile legalmente.
Ringrazio la redazione per gli interessanti articoli pubblicati e mi auguro un ripensamento del nostro ministro (non eletto dal popolo) Fornero.
Cordialmente
Daniele Cadelli
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Signor Direttore di Affari Italiani,
vorrei URLARE, URLARE, URLARE...... anche se pochissimi ascoltano!
Quali sono stati i PARAMETRI della RIFORMA FORNERO? Quale il senso di GIUSTIZIA? Quale la GRADUALITA'? Sono state colpite soprattutto alcune categorie di lavoratori. Ora ne dico solo una perché il resto non è da meno. Si è parlato e si sono aiutati alcuni del 1952"; e...quelli del 1951 e del 1950 chi sono?.....sono i FESSI? Oh, quanti PROFESSORI? Andassero a.....ZAPPARE, se lo sapessero fare..... Tutti i grandi professori, i grandi uomini politici, i grandi sindacalisti ed anche i santi preti! Andassero proprio loro in pensione, con le FALSE COSCIENZE di cui sono inconsapevoli portatori!
Grazie dell'ospitalità.
Antonio Corso (dottore in Pedagogia)
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
|
Gent.mo direttore, Sono anche giornalista pubblicista e il pezzo avrebbe dovuto figurare sul Corriere della Sera, ma poi... Se fosse possibile pubblicarlo sul vostro giornale ve ne sarei molto grato. Non ci sono ormai più altri canali per far sentire questa voce che ci hanno strozzato! Grazie comunque. Cordialmente. Giuseppe Grasso, docente di lingua e letteratura francese al liceo Caetani di Roma |
Contro l’iniqua «patrimoniale» sulle pensioni
Il capo dello Stato ha firmato il decreto Monti promulgando la cosiddetta manovra «salva-Italia» che è poi stata approvata dal Parlamento e che meglio sarebbe chiamare, per amore di giustizia e di verità, «patrimoniale» sulle pensioni. La mannaia dell’iniquità si è abbattuta pesantemente sui lavoratori tartassando i pensionati e penalizzando i pensionandi, riducendo drasticamente il potere d’acquisto delle retribuzioni e non affrontando la riforma previdenziale con la dovuta gradualità.Perché se ne è parlato poco? L’omertà, a nostro avviso, non paga. Coloro che pensavano di lasciare il lavoro l’anno prossimo sono rimasti con un groppo sullo stomaco e un cocente rammarico. Un tale blitz il governo Monti ha fatto passare spacciandolo per una manovra equa. In realtà questo governo non fa che scaricare sempre e soltanto sui soliti noti costi socialmente insopportabili per fare cassa. E non è un luogo comune. È la verità nuda e cruda. È un’aggressione alla vita come progettualità l’idea che chi aveva calcolato di andare in pensione con l’attuale legge si ritrovi di botto, dal giorno alla notte, con sei anni in più di lavoro. Mai nessun governo prima di questo aveva costruito una blindatura simile. E con una simile, sfacciata arroganza. Tutte le riforme precedenti, da quella Dini a quella Damiano, avevano tenuto conto della progressione. Non possiamo che chiamarlo un colpo di mano illecito e inaccettabile che azzera i diritti fondamentali dei lavoratori, un’ingiustizia che non deve essere taciuta. Anzi deve essere dichiarata A CHIARE LETTERE.
Una volta il numero magico 40 bastava a garantire di per sé l’uscita dalla scena lavorativa. Ora ci vogliono 41 anni per le donne e 42 per gli uomini. E in più ci sarà la batosta delle penalizzazioni per chi, pur avendo maturato 42 anni contributivi, non avrà raggiunto 66 anni di età. Bisogna crepare sui banchi di lavoro? O forse per salvare l’Italia, come ha detto Crozza, bisogna morire il giorno stesso del proprio pensionamento? Bersani ha invocato misure meno rigide e maggior gradualità. Ma intanto ha votato la manovra. E lui, chi lo voterà più se la manovra passa a queste condizioni capestro e senza alcuna correzione? Dica una parola di sinistra, se ancora è di sinistra e non si è dissimulato dietro il paravento del governo dei banchieri e dei tecnici. Contro i nati nel 1952 è stata perpetrata un’immensa ingiustizia. Sono rimasti solo i sindacati a difenderci in questa lotta contro i partiti. Lo stupore contro il silenzio e l’insensibilità in tal senso sono davvero incredibili.
È possibile che il Pd – che pure aveva votato la riforma Damiano contro lo scalone Maroni, che prevedeva un innalzamento di 3 anni – abbia voluto incassare questa resa? E al costo di un raddoppio? Ovvero di 6 anni? Perché non ha proposto degli emendamenti corposi? Come mai questo silenzio? Forse perché si tratta di un esiguo numero di lavoratori? Ma l’equità non è forse una petizione di principio, qualitativa, e non di mera quantità?
Scriviamo sui blog, nei giornali, nei posti di lavoro che questa manovra rovina-pensionati deve essere modificata, che è possibile trovare un equilibrio diverso per fare cassa. Facciamo sentire la nostra voce umiliata. Ripetiamo, come ha fatto Donadi all’indirizzo di Monti, che l’equità, in questa manovra, la vede solo lui. E a Cesare Damiano diciamo che ha tradito e disatteso le aspettative di chi, solo a novembre, aveva già pensato di uscire dal lavoro.
Ricordiamo ai lettori, per scrupolo e amore di precisione, che non si tratta di difendere le baby-pensioni ma le pensioni di lavoratori che, dopo 37, 38 o 39 anni di contributi, potevano ambire senza vergognarsi di pretendere quello che sembrava un diritto acquisito.
Lo smantellamento sociale è iniziato e forse proseguirà. Ma si ricordino gli uomini politici che esiste quella che gli storici chiamavano un tempo nemesi storica. E un giorno ogni decisione presa oggi, sia a destra che a sinistra, si ritorcerà inesorabilmente contro tutti loro. Sappiano che i lavoratori non sono burattini ma persone viventi e senzienti.
Giuseppe Grasso
Egr.Direttore,
sono nato il 18 gennaio 1952,ho maturato 38 anni e sette mesi di contribuzione,sarei dovuto andare in pensione a gennaio 2013 con 39 anni e otto mesi di contribuzione,ora con la nuova riforma "ECQUA" mi ritovo ad andae in pensione,FORSE, a gennaio del 2016 a meno di qualche altra riforma visto che ne ho già subite "QUATTRO"(dini,maroni,damiani,tremonti).
Mi stanno rubando TRE ANNI della mia vita,e a questa eta' vi giuro che sono tanti.
Ho sempre pagato tutte le tasse essendo lavoratore dipendente, e adesso come risultato sono stato "MASSACRATO" (questo è il termine corretto) solo per fare cassa e fare gli interessi di una Europa che a questo punto non mi interessa più,visto che a comandarci sono germania e francia.
Questo è un colpo di stato,una volta le invasioni si facevano con i cannoni ora si fanno con la finanaza.
Quello che mi rammarica è che i ns politici non se ne accorgono oppure hanno i loro interessi,salvaguardare stipendi e pensioni d'oro.
Grazie.
Giovanni Topone
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Gent.mo direttore, le invio la mail che ho inviato qualche tempo fa al Presidente Monti. Tutto il governo continua a dire di aver fatto una manovra “equa”; senza entrare nel merito, credo si possa dire che la frase è incompleta: la manovra è “equa nei limiti che sono stati barattati con B.” (Spero di dimenticarne al più presto anche l’iniziale). Ma perché dobbiamo essere ancora tiranneggiati da B. per i suoi interessi personali? Da inguaribile ottimista, credo che se il Governo Monti avesse avuto il coraggio di fare una manovra davvero equa, l’opinione pubblica sarebbe stata dalla sua parte e avrebbe ridotto al silenzio i parlamentari; è quello che si è visto nei sondaggi p.es. sull’assegnazione delle frequenze e sui privilegi delle caste. E credo anche che i parlamentari siano oggi impegnati a “lavorare” per i propri interessi, non per quelli di B.: quando la nave affonda…
Cordiali saluti
Franco Schettino
Commenti da un cittadino qualsiasi
- Con la Chiesa "si sono avviati colloqui" per chiedere se è disposta a pagare l'ICI (e le tasse?).
- I parlamentari decideranno FORSE entro gennaio "se" e "di quanto" ridursi le “indennità” e il vitalizio.
- Con i tassisti ... se ne riparlerà.
- I farmacisti minacciano la serrata se si liberalizzano alcuni farmaci; si rimanderà la riforma?
- I capitali “scudati” non si possono colpire, perché gli EVASORI hanno fatto un patto con lo Stato.
- L'asta delle frequenze verosimilmente non si farà, confermando a Berlusconi (a cui dobbiamo la situazione in cui ci troviamo) il REGALO delle frequenze; così eviteremo che di trovarcelo fuori una chiesa a chiedere l’elemosina…
.... eccetera .....
Io sono disoccupato.
Il 16 novembre 2012 avrei raggiunto i requisiti per la pensione, con 60 anni d'età e 36 di MIEI contributi.
A me (e tanti altri nella mia stessa condizione) nessuno ha chiesto se sono d'accordo; per me (per noi) pensionandi e pensionati si applica IMMEDIATAMENTE tutto; in pochi giorni avete deciso.
Per noi che abbiamo LAVORATO, nessun regalo.
E con me lo Stato non ha fatto nessun patto (p. es. in relazione alla pensione)?
Non ho pagato TUTTE le tasse e mantenuto i “politici” (e “aiutato” anche Berlusconi e i suoi “amici”)?
Rivendico di aver contribuito a “creare ricchezza”.
NON E' COLPA MIA se qualcuno ha usato per il suo interesse le risorse che ho messo a disposizione!!!
Ma a pagare tocca a me.
Questa è equità?
Ho riposto tantissime speranze in Lei e nel suo Governo: pensavo che "il ventennio" fosse finito e che persone COMPETENTI e ONESTE avrebbero avviato il rinnovamento e ripristinato, appunto, l’equità, con una svolta a 180°, o, almeno di 90°.
Perché, invece, questo atteggiamento di "continuità" con il passato e scarso coraggio?
L'opinione pubblica è con voi; i "politici" di qualunque schieramento (PdL compreso) non potrebbero ignorarlo!
CORAGGIO!!!
Non ci deluda.
Buon lavoro.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Aggiungo il mio commento a quelli che sono stati "brutalmente" tagliati dal prossimo pensionamento con il decreto "salva-Italia" del nostro governo tecnico. Io ho iniziato a lavorare a 16 anni e per ben 39 anni 11 mesi e 25 giorni (al prossimo 31 dicembre) ho sempre lavorato con impegno e onestà.
Ora, avete letto bene, per soli 5 giorni lavorativi, sarò penalizzata non solo dovendo lavorare minimo ancora due anni, ma sarò pure ampiamente penalizzata essendo ancora "lontana" dai 62 anni previsti per un'uscita senza penalità. Se questa è equità, vedete voi. Almeno avessero graduato le uscite, ma essere così pesantemente tartassata per soli 5 giorni di lavoro è miseramente avvilente. Come se ciò non bastasse, non mi vengono riconosciuti 21 giorni di lavoro, riconosciuti dall'allora datore di lavoro, eseguiti nel lontano 1971, ma dei quali non risulta traccia in nessun libro paga dell'epoca. Non chiedo di fare carte false ma che mi vengano giustamente riconosciuti tutti i periodi di lavoro della mia vita; non penso che il lavoro eseguito nel 1971 vada in prescrizione!
Quei 21 giorni mi consentirebbero infatti di maturare questa sospirata pensione, senza alcuna ingiusta e ingiustificata penalizzazione. La ministro Fornero dovrebbe perlomeno intervenire presso l'INPS, affinchè accolga e riconosca tutti, dico tutti i periodi di lavoro della vita lavorativa di una persona. Altrimenti si perpetra una palese ingiustizia nei confronti dei cittadini e un furto legalizzato nei loro confronti. Chissà se almeno i sindacati potranno insistere per ottenere un riaggiustamento di questo iniquo decreto ! La speranza è l'ultima a morire ! Grazie per l'attenzione.
Anna Maria
Egr. Direttore
di seguito la lettera che ho inviato alla segreteria del ministro del Lavoro.
Perchè vi siete "dimenticati"... dei lavoratori autonomi nella norma che prevede il pensionamento a 64 anni
per chi avrebbe maturato il diritto al pensionamento con il vecchio ordinamento entro il 31/12/2012 ?
Siamo forse cittadini di serie B?
Siamo forse antipatici?
O forse non siamo sufficientemente "CASTA" come Voi Bocconiani, politici, taxisti, farmacisti, banchieri ecc. ecc.!
Grazie comunque di aver salvato l'ITALIA (si legge BANCHE) con una parte importante della vita mia e della mia famiglia, dopo 34 anni 11 mesi di lavoro a 14/15 ore (festivi compresi) mi ritrovo a 62 anni a doverne lavorare altri 4 e più.
Saluti e figlie femmine,
Cordiali saluti
Roveri Mario
Cari amici,
La riforma degli ordini professionali è balzata, dopo anni di immobilismo, all'attenzione dell'opinione pubblica e del programma di governo. Si è finalmente capito che, se gli ordini diventano corporazioni chiuse ed autoreferenziali essi rappresentano niente altro che barriere che ostacolano la libera circolazione delle professionalità individuali, mortificano il merito e si trasformano in strumenti di protezione assolutamente incompatibili con una moderna economia di mercato.
Sono situazioni che già avevo denunciato in un mio scritto pubblicato quest'anno (Il Cappio - Ediz. Rubbettino) e su cui intendo aprire un ampio confronto non limitato soltanto agli "addetti ai lavori". Per questa ragione desidero informarVi di aver aperto un blog sul sito (www.cappelloassociati.com). Mi auguro che vogliate leggermi cliccando http://blog.cappelloassociati.com/ e, attendendo i Vostri commenti, invio i miei più cordiali saluti ed i miei migliori auguri per il Nuovo Anno.
Riccardo Cappello


pensioni
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































