Rumors: Mps Capital Services fa cassa. Viola studia jv per Consum.it

Dopo il pesante "tonfo" di UniCredit il primo giorno di aumento di capitale, se qualche incertezza era rimasta è stata rapidamente dissipata: le banche italiane non hanno alcuna intenzione di offrire nuovamente il fianco ai mercati e cercheranno in blocco di rifiutare gli aumenti chiesti dall'Eba, proponendo a Banca d'Italia misure alternative. Sotto i riflettori come sempre in questi ultimi giorni restano dunque Mps, Banco Popolare e Ubi Banca, nell'ordine i più "fragili" matrimonialmente secondo l'autorità bancaria europea e pertanto bisognosi di nuovi mezzi freschi.
Escluso dunque il ricorso al mercato, che presenta anche l'inconveniente, per le fondazioni azioniste, di rischiare di aprire di colpo il capitale a nuovi soci anche non graditi e che in ogni caso porterebbe quasi certamente a una forte diluizione delle partecipazioni degli enti stessi (storicamente poveri di mezzi e legati mani e piedi all'andamento dei titoli delle rispettive partecipate, non avendo mai provveduto a diversificare i propri investimenti in misura significativa), con l'ulteriore effetto di diminuire nel tempo i dividendi percepiti, gli istituti si preparano a cedere partecipazioni non strategiche e computare prestiti obbligazionari convertibili.
Operativamente Rocca Salimbene dovrebbe da un lato convertire il prestito Fresh del 2003 e includere l'emissione Fresh 2008 nel "core capital" ottenendo così un controvalore complessivo di poco più di un miliardo (dei 3,2 miliardi circa richiesti dall'Eba), dall'altro procedere a nuove cartolarizzazioni di mutui per altri 600-800 milioni circa: i clienti che avevano acceso un mutuo con l'istituto senese si sono visti recapitare già a novembre una lettera che li avvisava che Banca Monte dei Paschi di Siena aveva ceduto il credito derivante dal mutuo medesimo a Siena Morgages 10-7 Srl, veicolo finanziario usato appunto per effettuare cartolarizzazioni.


mps
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