Retroscena/ Intesa Sanpaolo, Passera prepara la successione a Bazoli
| Ma Ferruccio De Bortoli cosa ci guadagna a dare una mano a Passera? Secondo le malelingue, nei sogni del direttore dagli occhi di ghiaccio c'è sempre la direzione del Corriere della Sera di cui Intesa è uno dei principali azionisti... Sempre secondo le malelingue, inoltre, se i piani dell'ex-manager McKinsey andranno in porto, l'asse Passera-Geronzi, nato in occasione dell'operazione Telecom, diventerà ancora più saldo e più forte. Dopo la caduta di Profumo, infatti, i due banchieri sono la coppia più potente della finanza italiana, con poltrone decisive in tutti i salotti che contano. E con importanti amicizie politiche. |
La Carlo Tassara, holding del finanziere da sempre considerato tra gli alleati più fidati del presidente di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, “è in crisi di liquidità” spiega senza troppi giri di parole il quotidiano. Intesa Sanpaolo, insieme alle altre banche italiane, sarebbe pronta a liquidare i due creditori esteri (Rbs e Bnp Paribas) ma l’operazione appare “assai delicata”, perché dal canto suo Intesa Sanpaolo è già esposta con il finanziere per 1,7 miliardi. “E quando l’amministratore delegato Corrado Passera ha proposto di aumentare i fidi, per tutelare la posizione creditizia nel medio termine, in consiglio (di gestione, ndr) non sono mancate le critiche e i rilievi”.
Rilievi che sarebbero giunti al voto contrario di alcuni consiglieri che rimprovererebbero a Passera di esporre la banca ad un incremento di rischio inopportuno. Il quotidiano color salmone lega queste diatribe all’insofferenza della componente ex-Sanpaolo dopo “il fallito blitz con cui Passera avrebbe tentato di estromettere o ridimensionare il direttore generale Pietro Modiano”, ma c’è da chiedersi a chi giovi realmente questa ricostruzione dei fatti. Trattandosi di indiscrezioni, infatti, molto spesso le fonti sono gli stessi manager coinvolti nella vicenda che tendono con qualche opportuno “insider” a bruciare le mosse degli avversari.
Disegnare Zaleski come un finanziere già fin troppo beneficiato e in qualche misura “a rischio” non porta certo acqua a Bazoli, che dopo le alterne vicende di Mittel e Hopa e il cambio di inquilino a Palazzo Chigi sembra sempre più emarginato ad un ruolo di “padre nobile” con sempre minor voce in capitolo nella gestione operativa dell’istituto. La guerra parrebbe dunque in atto, al di là dei dinieghi di circostanza, tra Passera e Modiano. Ma secondo indiscrezioni raccolte in ambienti milanesi da Affaritaliani Passera sembra avere in mente due opzioni ai suoi occhi ugualmente interessanti.
Se riuscirà a ridimensionare Modiano e ad affrancarsi definitivamente dal “vassallaggio” a Bazoli potrà proporsi, sfruttando anche l’attuale momento non certamente brillante di Alessandro Profumo, quale nuovo banchiere di riferimento del sistema-Italia; diversamente potrebbe “prestarsi” alla politica e capitalizzare l’immagine di quel manager risanatore di aziende e bilanci di cui il Paese, entrato coi dati diffusi oggi dall’Istat ufficialmente in recessione a passo di corsa, ha disperatamente bisogno.
Luca Spoldi



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















