Partita Edison/ Ultimatum degli italiani ad Edf: tutta Edipower in mano a Delmi
La strategia del rinvio finora non ha portato a nulla di buono agli azionisti italiani di Edison, così oggi sembra si sia arrivati al momento decisivo dopo mesi di trattative, proposte avanzate dal socio francese EdF e definite "irricevibili" dagli italiani e interviste rilasciate da entrambe le parti. I francesi guidati da Henri Proglio offrono ai consoci italiani di Delmi (A2A in testa, ma anche Iren, Sel, Dolomiti Energia, Fondazione Crt, Bpm e Mediobanca) la cessione di alcuni impianti produttivi di Edipower e un conguaglio in denaro in cambio del passaggio della quota di controllo di Foro Bonaparte ad EdF.
Gli italiani, come ribadito anche da alcuni dei partecipanti alla riunione odierna col ministro dello Sviluppo Corrado Passera, che ben conosce il dossier sin dai tempi in cui era Ceo di Intesa Sanpaolo, vorrebbero invece che Edipower (finora controllata al 50% da Edison, mentre A2A ne controlla il 20%, Iren il 10% e la svizzera Alpiq il restante 20%) rimanesse totalmente in mano italiana, senza arrivare ad alcuno scorporo di impianti (6 centrali termoelettriche e 3 nuclei idroelettrici per complessivi 6.000 megawatt di capacità installata, con una quota di produzione vicina al 5% del fabbisogno energetico italiano) e debito (circa 1,1 miliardi di euro).
Tecnicamente Delmi cederebbe il 50% detenuto in Transalpina di Energia (holding che detiene il 61,3% di Edison) a Edf, detentore dell'altro 50%, che salirebbe così al 100%. In parallelo Delmi rileverebbe sia la quota di Edison in Edipower sia quella degli svizzeri, salendo al 100%. Per Edf scatterebbe l'obbligo di Opa sulle minoranze di Edison (cosa che Proglio vuole invece evitare), tanto che Edison in borsa torna stamane a salire fiutando aria di Opa in arrivo o di battaglia tra soci all'ultimo voto in caso di mancato accordo.


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