Parmalat/ Cassazione: no al carcere per Calisto Tanzi
Calisto Tanzi non tornerà in carcere. La Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza del tribunale del riesame di Milano che aveva disposto la misura cautelare per l'ex patron di Parmalat. Secondo quanto si è appreso, la Suprema corte avrebbero ritenuto insufficienti le motivazioni addotte dai giudici del riesame. L'avvocato Fabio Belloni, difensore dell'imprenditore, ha spiegato: "Ritengo che quella assunta dalla Cassazione sia stata una decisione assolutamente corretta".
Stamane, nel corso dell'udienza di discussione, il sostituto procuratore generale della Cassazione Vito Monetti, aveva chiesto l'arresto di Tanzi ai giudici della V sezione penale della Suprema Corte. In pratica gli ermellini - secondo l'ufficio dell'accusa - avrebbero dovuto rigettare il ricorso della difesa contro la decisione del riesame di Milano che, nello scorso ottobre, aveva accolto la richiesta di arresto avanzata dalla procura generale del capoluogo lombardo.
Tanzi, a Milano, era stato condannato a dieci anni di reclusione per aggiotaggio e ostacolo all'attività dell'autorità di vigilanza. La pena è stata emessa in appello il 26 maggio scorso. In quell'occasione era stato disposto anche un risarcimento di 100 milioni di euro per i risparmiatori che avevano interessi in Parmalat e che si erano costituiti parte civile.
La richiesta di arresto è stata respinta in luglio dalla corte d'appello di Milano, ma poi accolta dal tribunale del riesame del capoluogo lombardo, sulla base del fatto che Tanzi avrebbe "soldi per una lunga latitanza" all'estero. Il 9 dicembre scorso, l'ex patron della Parmalat è stato poi condannato in primo grado dal tribunale di Parma a 18 anni di reclusione per il crack della multinazionale di Collecchio.



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