Pacchetto-auto/ Rinaldini (Fiom) ad Affari: provvedimento pessimo. Pomigliano? Solo l'inizio

Venerdì, 6 febbraio 2009 - 10:00:00

Fiat/ Pomigliano, scontri tra operai e polizia

Piano-auto/ Mille euro per rottamare. Aiuti anche per casa e elettrodomestici

Pessimo e inutile. Così giudica il pacchetto-auto del governo, almeno stando alle prime indiscrezioni, il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini. Che ad Affaritaliani.it spiega: "Manca qualsiasi vincolo sociale: non è possibile che un'azienda usufruisca degli incentivi pubblici e poi chiuda gli stabilimenti". E avverte: gli scontri di Pomigliano sono solo l'inizio, la situazione nelle fabbriche è incandescente.

L'INTERVISTA

Segretario, qual è il giudizio della Fiom sul pacchetto-auto del governo?
"Su quello che ho appreso dalle fonti giornalistiche il giudizio è assolutamente negativo".


Gianni Rinaldini

E' troppo poco?
"Mancano gli investimenti sulle nuove tecnologie, quindi ricerca e innovazione, e sui nuovi motori, per quanto riguarda l'auto. E poi soprattutto manca qualsiasi vincolo sociale".

Ovvero?
"Il vincolo dell'occupazione e del mantenimento di tutti gli stabilimenti. E questo vale per la Fiat, per gli elettrodomestici e per tutti gli altri settori che si gioveranno degli aiuti. Non è possibile che ci siano gli incentivi pubblici e loro chiudano gli stabilimenti. Non esiste".

Quello che però è emerso finora può essere considerato almeno un primo passo?
"No, insisto. Mi sembra logico che dell'incetivo statale usufruisca solo chi assume un vincolo che è quello dell'occupazione e del mantenimento degli stabilimenti. Non è che la Fiat fa circolare che potrebbe chiudere Pomigliano e Termini Imerese o che l'Indesit chiuda uno stabilimento, come ha annunciato l'altro giorno, e poi prendano soldi pubblici. Chiediamo quindi al governo che siano definiti questi vincoli. L'avevamo già detto nell'incontro a Palazzo Chigi".

Però se ripartono i consumi, e quindi la produzione, automaticamente dovrebbe esser mantenuta l'occupazione.
"No. Gli incentivi non risolvono il problema dell'auto. Non è così neanche in Germania, neanche in Francia. Credo che questo tipo di provvedimenti siano inevitabili, tanto più che sono già stati adottati in altri Paesi, ma non risolvono certo il problema. La Fiat ormai lavora massimo due settimane al mese, in genere una al mese"

E ieri ha annunciato la cassa integrazione per altri 5mila lavoratori.
"Sì, un'altra sberla. E la situazione sta diventando incandescente: oggi a Pomigliano ci sono stati degli incidenti con la polizia. E questa è solo la spia di quello che può succedere: la gente non può vivere con 700 euro al mese. Finché è un mese o due è un conto, ma quando diventano 7-8 poi è chiaro che la situazione esplode".

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