Outlook 2012/ Gli economisti di UniCredit: "Pil globale dal +4,25% al +3%, Italia in recessione"

Martedì, 31 gennaio 2012 - 16:50:00


 

marco valli

Crescita al ralenty per l'economia mondiale, il cui Pil nel 2012 rallenterà dal 4,25% del 2011 al 3%, con una flessione particolarmente marcata in Europa dove alcuni Paesi, tra cui Italia, Portogallo, Grecia e probabilmente anche la Spagna, entreranno in recessione.

E' quanto emerge dall'outlook 2012 presentato oggi da Unicredit Research. Per l'Italia gli economisti di Unicredit prevedono quest'anno una contrazione del Pil dello 0,3%; l'inversione di rotta arriverà tuttavia già nel 2013, quando il Paese registrerà una crescita dello 0,4%. E' probabile, secondo i dati raccolti nello studio, che nell'Eurozona si assista a una flessione del tasso di crescita del Pil dall'1,6% allo 0,6%.

La fine del 2011 dovrebbe tuttavia avere segnato il punto minimo, che dovrebbe essere seguito da un moderato miglioramento della performance nel corso del 2012. Nella maggior parte dei Paesi europei, inclusa l'Italia, i bilanci del settore privato restano "buoni", spiegano gli economisti dell'istituto.

I mercati sono previsti in ripresa e lo spread in contrazione. I titoli azionari dovrebbero recuperare terreno e i differenziali sui titoli di Stato diminuire; dato che le banche godono di maggiore accesso alla liquidità della Bce, sia in euro sia in dollari, diminuirà la loro necessità di vendere attivita' denominate in valuta estera e questo, rilevano gli economisti di Unicredit, lascia prevedere un ulteriore indebolimento dell'euro.

Italia 2012/ Il capo economista Europa di…

Per quanto riguarda in particolare l'Italia, nel corso dell'anno si andrà verso un deciso restringimento dello spread Btp-Bund, nelle previsioni fino a circa 300 punti rispetto agli attuali 430 circa. Perchè si concretizzino le prospettive di moderato miglioramento occorrera' pero' - rileva l'Outlook 2012 di Unicredit Research - che gli investitori si tranquillizzino, riducendo la cautela che continuano a tenere a causa da un lato dell'"atteggiamento esitante della Bce rispetto al ripristino di un corretto meccanismo di trasmissione della politica monetaria" e dall'altro delle incertezze sulla "possibile partecipazione del settore privato alle future rinegoziazioni del debito". Qualche minaccia alla ripresa - sottolinea infine l'analisi - potrebbe arrivare dal radicamento degli squilibri globali che gia' hanno causato la crisi del 2008, se non affrontati efficacemente.



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