Pil, l'Ocse: l'Italia è ferma. G7, rischio recessione
Nuovo allarme sullo stato di salute dell'economia italiana ed europea. L'Ocse prevede infatti che nella seconda metà del 2011 Germania e Italia registrino "un trimestre di crescita negativa". L'Interim Economic Assessment diffuso dall'Organizzazione prospetta un calo dello 0,1% per il Pil della Penisola nel terzo trimestre (dopo +1% nel secondo), seguito da un incremento dello 0,1% nell'ultimo quarto dell'anno. Entrambe le proiezioni sono associate ad ampi margini di incertezza (la gamma è di +/-1,4% nel terzo trimestre e +/-1,6% in quello successivo). Per la Germania le stime sono di una crescita del 2,6% nel terzo trimestre seguita però da un calo dell'1,4%, anche in questo caso all'interno di un'ampia gamma di oscillazione (+/-2,2%).
I dati trimestrali relativi all'Italia stimati dall'Ocse registrano una brusca frenata rispetto al +1% del secondo trimestre e al +0,6% del primo trimestre. L'economia dei Paesi Ocse è del resto, secondo l'Organizzazione di Parigi, vicina alla "stagnazione" e "la ripresa nel secondo trimestre si è quasi arrestata in molte economie dell'area".
Da considerare inoltre che "l'impatto degli affanni in cui versano i debiti sovrani in Europa e negli Stati Uniti e le turbolenze collegate nei mercati azionari nel corso dell'estate" non sono stati ancora pienamente considerati nelle proiezioni dell'Ocse e probabilmente anche per questo "l'incertezza di queste proiezioni è alta". Insomma "c'è il rischio - avverte l'Ocse - di una situazione ancora più negativa relativamente ad alcune economie importanti, ma una crisi delle dimensioni del 2008/09 non è prevista".
Domani i ministri dell'Economia e gli istituti bancari del G7 affronteranno l'argomento nel summit previsto a Marsiglia, in Francia. Presente alla riunione, oltre ai ministri di Italia, Francia, Canada, Usa, Giappone, Germania e Gran Bretagna, anche il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde. La Francia, che detiene la presidenza di turno del G7 e del G20, ha ribadito la necessita' di raggiungere ''una risposta coordinata'' per rilanciare la crescita globale, creare sviluppo e occupazione e provvedere alla riduzione del debito. La crisi finanziaria sara' inoltre al centro di un dibattito guidato da Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia e presidente designato della Banca centrale europea. A Marsiglia e' stato invitato anche il Consiglio nazionale di transizione libico che discutera' degli aiuti promessi nel corso dell'ultimo G7, a maggio, ai Paesi della Primavera araba. Oltre al Cnt vi saranno i rappresentanti di Tunisia, Marocco, Egitto e Giordania.
Tutti impegnati a riflettere su un piano di rilancio per le proprie economie e ottimisti riguardo ad un possibile ulteriore impegno da parte delle potenze economiche del G7. Intanto cresce l'attesa per il discorso del presidente Usa Barack Obama che proporra' un nuovo piano occupazionale: un pacchetto di misure da 300 miliardi di dollari, che avra' bisogno del via libera del Congresso, costituito da investimenti nelle infrastrutture, taglio delle tasse e aiuti diretti agli stati e alle amministrazioni locali. La riunione di Marsiglia si focalizzera' anche sui tassi di cambio: il ministro dell'Economia giapponese, Jun Azumi, ha ribadito che cerchera' di convincere i suoi colleghi riguardo al pericolo di uno yen sopravvalutato. Gli esperti fanno sapere che la riunione di domani avra' un significato particolare dopo che la Banca nazionale svizzera ha deciso di tenere il cambio euro/franco al di sopra di quota 1,20 affermando che l'eccessivo valore della sua valuta - che, come lo yen, e' visto come un bene rifugio - rappresenta una minaccia per l'economia. Ora molti Paesi, tra cui il Giappone, potrebbero essere incoraggiati ad intervenire per proteggere le rispettive economie dall'impatto che le forti oscillazioni dei mercati valutari possono avere. Al termine dei lavori a Marsiglia non e' prevista la diffusione di una nota congiunta dei ministri del G7.



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