Conti pubblici/ L'Ocse bacchetta Tremonti: debito ko. Al 120% del Pil entro il 2011. Si risani
Previsioni Pil riviste al rialzo. Come altri istituti economici, l'Ocse rivede però al rialzo le previsioni del Pil per l'Italia: crescerà dell'1,1% nel 2010 e dell'1,5% nel 2011, dopo una flessione del 4,8% nel 2009. L'Ocse rileva anche che alla base del netto miglioramento del Pil nel terzo trimestre vi è il forte aumento della produzione industriale, "ma la durata di questo rimbalzo è incerta".
Ripresa dell'export, ma consumi deboli. Le prospettive sono di un aumento dell'export dell'1,4% nel 2010 e del 3,5% l'anno successivo, dopo il disastroso -20,3% stimato per quest'anno. Sul fronte domestico, l'Ocse si attende che le spese al consumo restino deboli per qualche tempo (+0,7% nel 2010 e +1,1% nel 2011) in quanto la minore occupazione e la minore crescita dei salari reali ridurrà la crescita dei redditi delle famiglie. Il tasso di risparmio, salito al 10,7% nel 2009 dall'8,6% del 2008, dovrebbe rimanere su livelli analoghi nei due prossimi anni (10,5%).
Ripresa debole, performance mediocri. Gli esperti dell'Ocse si mostrano scettici tuttavia sull'eventualità di una ripresa rapida in Italia: "La mediocrità delle performance economiche in Italia prima della crisi incita alla prudenza circa l'eventualità di una ripresa rapida e precoce o di un'accelerazione forte in seguito". E quindi, l'attività economica in Italia "potrebbe essere più debole del previsto nel medio termine se la situazione finanziaria mondiale migliora meno del previsto o se il miglioramento degli scambi mondiali è più contenuto". Al contrario, rileva l'organizzazione internazionale con sede a Parigi, "il forte aumento del Pil registrato nel terzo trimestre potrebbe essere più duraturo rispetto alle nostre previsioni, mentre il tasso di crescita potrebbe rafforzarsi maggiormente nel 2011 se l'influenza del miglioramento delle condizioni finanziarie è stato sottostimato".



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