Conti pubblici/ L'Ocse bacchetta Tremonti: debito ko. Al 120% del Pil entro il 2011. Si risani
Ci risiamo. Quest'estate gli organismi internazionali, Ocse in primis, ci avevano detto che eravamo tornati a crescere prima di tanti altri. I peccati originali del nostro sistema economico, però, restano sempre lì: debito pubblico elevato (in aumento) e bassa crescita. Stavolta, poi, ci si mette pure la disoccupazione. Ce lo ricorda sempre l'organizzazione di Parigi che raggruppa i principali Paesi sviluppati, nel capitolo sull'Italia del suo ultimo Outlook economico. 
Giulio Tremonti
Il tasso di disoccupazione in Italia salirà nel 2009 al 7,6% dal 6,8% del 2008, mentre nel 2010 raggiungerà l'8,5% e nel 2011 l'8,7%. A fronte di questa situazione economica, è importante preparare una buona exit strategy per quando sarà il momento e dei piani credibili di risanamento, mentre possono essere nocive misure come lo scudo fiscale approvato in Italia. "L'introduzione dello scudo fiscale per il rimpatrio dei fondi dall'estero dovrebbe essere visto dai contribuenti come una misura straordinaria, con un impegno alla trasparenza per quanto riguarda lo scambio di informazioni recentemente raggiunto. In caso contrario i contribuenti potrebbero concludere che saranno possibili altri condoni".
Debito pubblico alle stelle. Il debito pubblico dell'Italia salirà di 10 punti percentuali quest'anno al 115% del Pil e nel 2011 arriverà al 120% del Pil. Il rapporto deficit Pil si attesterà al 5,5% nel 2009, al 5,4% nel 2010 e al 5,1% nel 2011. "A causa dell'alto debito pubblico - si legge nel rapporto - l'Italia non ha introdotto stimoli su larga scala. Nonostante ciò, a causa dell'indebolimento ciclico delle entrate, il deficit supera il 5% e il debito salirà al 120% del Pil nel 2011".



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