Ocse: il gap tra ricchi e poveri cresce a dismisura, il mondo è a grave rischio

Martedì, 31 gennaio 2012 - 11:50:00

Da siciliainformazioni.com


Bisogna complimentarsi con Mario Monti e i suoi Ministri per il lavoro efficace ed efficiente che hanno fatto in questi mesi, finalizzato sia ad acquistare credibilità sul fronte interno ed internazionale; sia a mettere in sicurezza i conti pubblici a fronte di una gravissima situazione del debito pubblico e sia alla "razionalizzazione" delle risorse riducendo gli ostacoli alla crescita quali l'evasione fiscale, l'illegalità, i mille privilegi e una Amministrazione pubblica scleroitizzata: il tutto all'interno di una visione democratico - liberale attenta a non turbare l'economia di mercato da cui prendere a prestito le ingenti risorse finanziarie necessarie per ripianare il debito pubblico anche se a caro prezzo.

Certamente duole e molto che una parte notevole dei fondi così recuperati debbano servire a pagare un debito pubblico quando si potrebbe benissimo ottenere la somma necessaria dalla Banca Centrale Europea (BCE) all'1% e destinare la notevole quota risparmiata a programmi di sviluppo e a lottare la povertà che avanza a grandi passi nel nostro Paese, come sottolinea in un rapporto annuale inquientante l'OCSE, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico che prende in esame l'elevato grado di diseguaglianza e che minaccia seriamente il futuro del nostro pianeta, la stabilità e la pace. Vi invito a leggere la versione ufficiale andando sul motore di ricerca Google e scrivendo: 'OCSE rapporto 2011 sulle disuguaglianze'.

La lettura di tale rapporto è particolarmente importante in questo preciso momento in cui Mario Monti, il suo Governo e le forze sociali e sindacali, stanno affrontando il tema del lavoro. Ho trascorso questo fine settimana a leggere le varie piattaforme e proposte e mi sono convinto che non è sufficientemente sottolineata una premessa essenziale costituita appunto dallo sconvolgimento epocale provocato dalla finanziarizzazione dell'economia; dalla trasformazione della borsa in una bisca in cui il 70% delle operazioni sono di tipo speculativo e dove si assiste ad uno spostamento di ingenti risorse e di ricchezza dall'economia reale a quella speculativa o, se preferite, dal lavoro al capitale: i due capisaldi della economia. In termini economici, oltre che etici, l'assurdo è che gli speculatori ottengono per i loro prestiti, una remunerazione di gran lunga superiore alla crescita della ricchezza reale! Regaliamo agli speculatori una parte di ricchezza reale a fronte di una ricchezza sulla cui provenienza persistono profondi dubbi ed enormi zone grigie. Ma ciò che è più grave è che in queso modo stiamo impoverendo milioni di persone per far scoppiare di massa monetaria una parte minima della popolazione!

E' evidente che il sistema è gravemente ammalato e vicino al collasso.
Tali considerazioni ci fanno pensare che la trattativa sul lavoro in corso, deve avvenire su due piani: una in Italia e l'altra in Europa ma in maniera sinergica. E non solo in Europa.
Non solo in Europa perchè un fenomeno simile sta avvenendo negli Stati Uniti, madre di questo disastro, come stigmatizzato a chiare lettere, durissime e preoccupate anche dai premi Nobel Joseph Stiglitz e Paul Krugman che arrivano a dire che tale trasferimento di ricchezza minaccia seriamente la democrazia e l'ordine mondiale e ricordano come la mobilità sociale rischia di scomparire entro 30 anni negli Stati Uniti che rappresentavano il "Paese delle opportunità economiche e sociali".

Parlare di diseguaglianze e di mercato del lavoro, quindi nel contesto della economia italiana e internazionale, costituisce un tema cruciale a cui tutti noi, nessuno escluso deve attivamente partecipare. La Fornero, Monti, i sindacati, i partiti e tutti noi cittadini abbiamo un lavoro delicato e di primissimo ordine. Ma vediamo insieme qualche cifra e ascoltiamo qualche commento:
"La disuguaglianza dei redditi tra le persone in età lavorativa è aumentata drasticamente nei primi anni Novanta e da allora è rimasta a un livello elevato, nonostante un leggero calo verso la fine del primo decennio degli anni duemila. La disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi OCSE, più elevata che in Spagna ma inferiore che in Portogallo e nel Regno Unito. Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro) indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni Ottanta." (Note sul Paese: Italia: dal rapporto OCSE)."

Sempre più persone si sposano con persone con redditi da lavoro simili ai loro. Questo cambiamento sociale ha contribuito ad un terzo dell'aumento della disuguaglianza di reddito da lavoro tra le famiglie. L’aumento della disuguaglianza dei redditi da lavoro maschile rimane, tuttavia, la prima causa dell’aumento della disuguaglianza totale spiegandone la metà." (Rapporto OCSE citato).
In Italia il 10% della popolazione possiede il 50% delle ricchezze. Sempre in Italia assistiamo ad una enorme evasione fiscale calcolato in 120 miliardi e ad una grossa fetta di economia illegale calcolaa in 150 miliardi. Basterebbe colpire questi fenomeni per rendere il nostro Paese di nuovo competitivo, rilanciare l'occupazione e ridare benessere ai nostri cittadini e un futuro ai nostri figli.
"La lezione della storia è impietosa: dall'impero romano a Gheddafi, i regimi e le civiltà finiscono in repentini tracolli più che in graduali declini. Ed è quello che rischiano Stati Uniti e Occidente dopo aver perso le "armi vincenti" - dalla concorrenza all'etica del lavoro - che ne hanno garantito la supremazia per secoli... La perdita dell'etica del lavoro e l'eccessiva finanza possono far collassare il sistema... Forse è ancora possibile eliminare i virus ma bisogna agire subito" (Niall Ferguson).

Alcune raccomandazioni dell'OCSE:
"L’occupazione è il modo migliore per ridurre le disparità. La sfida principale consiste nel creare posti di lavoro qualitativamente e quantitativamente migliori, che offrano buone prospettive di carriera e la possibilità concreta di sfuggire alla povertà".
"È essenziale investire nelle risorse umane, un processo che deve iniziare dalla prima infanzia ed essere sostenuto per tutto il ciclo di istruzione obbligatoria. Una volta realizzata la transizione dalla scuola al lavoro, occorre fornire incentivi sufficienti affinché tanto i lavoratori che i datori di lavoro investano nelle competenze lungo l’intero arco della vita lavorativa".
"La riforma delle politiche fiscali e previdenziali costituisce lo strumento più diretto per accrescere gli effetti redistributivi. Perdite ampie e persistenti di reddito per i gruppi a basso reddito in coincidenza con le fasi recessive evidenziano l’importanza del ruolo degli ammortizzatori sociali, dei trasferimenti pubblici e delle politiche di sostegno del reddito. Tali meccanismi devono essere ben congegnati al fine di ottenere i risultati sperati".
"La quota crescente di reddito per la popolazione con le retribuzioni più elevate suggerisce che la sua capacità contributiva è aumentata. In tale contesto, le autorità potrebbero riesaminare il ruolo redistributivo della fiscalità onde assicurare che i soggetti più abbienti contribuiscano in giusta misura al pagamento degli oneri impositivi".
"L’offerta di servizi pubblici gratuiti e di qualità elevata in ambiti quali l’istruzione, la sanità e l’assistenza familiare riveste un ruolo importante."
A leggere i numerosi commenti sul mercato del lavoro internazionale, appare chiara un'idea: siamo di fronte ad una "Guerra di civiltà" che coinvolge direttamente ciascuno di noi e i nostri figli. Perderla costituirebbe un suicidio collettivo!



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