Ritorno al nucleare/ Chicco Testa ad Affari: "Le prime centrali in Italia? Negli ex siti"

Sabato, 12 settembre 2009 - 09:30:00

W l'atomo/ Testa ha creato un blog, www.newclear.it, con l'auspicio di contribuire, con interventi, dati, esperienze, al dibattito sul nucleare in corso nel mondo e in Italia.
Trino Vercellese, Caorso (Piacenza), Borgo Sabotino (Latina) e Garigliano (Caserta). Per Chicco Testa, managing director di Rothschild, ex presidente dell'Enel e di Legambiente ed autore del libro Tornare al nucleare? L'Italia, l'energia, l'ambiente (Einaudi 2008), sono "i luoghi, in quanto ex siti nucleari, più adatti ad ospitare la costruzione delle nuove centrali" che verranno create dal megaconsorzio Enel-Edf. Adatte sono anche "la Sicilia e la Sardegna", perché zone antisismiche.

Così, coerente con la sua fama da tombeur de femmes (al Workshop Ambrosetti di Cernobbio dov'è stato intervistato da Affaritaliani, era con una splendida bionda), ma in completa rottura rispetto a quanto va ancora sostenendo la maggioranza della classe dirigente della Sinistra, il manager non esclude il nuovo ricorso all'atomo come fonte energetica a zero emissioni di idrocarburi. "La generazione che oggi comanda nella Sinistra, nell'87, ha partecipato in massa al referendum sul nucleare ed è ancora preda del pregiudizio ideologico", spiega. I nuovi impianti comporteranno "risparmi del 10-20% sulle bollette" per le famiglie e le imprese. E le scorie? "Sono un falso problema". Ecco perché


L'INTERVISTA

Il popolo italiano è davvero pronto per riaccogliere il nucleare?
"In linea di massima sì, ma il problema naturalmente è quello di tradurre un'opinione generale in localizzazione dei siti".

E cioè?

"Quando si arriverà a localizzare i siti dove far sorgere le future centrali nucleari, arriveranno anche le proteste delle popolazioni locali. Proteste che saranno molto forti".

cernobbio10
Testa-coda dell'ex presidente Enel con la più bella donna del meeting
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E' ragionevole pensare, come ritiene il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, che i lavori possano partire a fine legislatura?
"Se dovessi fare una pianificazione dei lavori in un Paese normale, dico sì. In Italia, purtroppo però, il tempo è una variabile su cui nessuno si azzarda a fare delle previsioni. Basta osservare le difficoltà che le istituzioni incontrano nel realizzare strutture normali come strade e autostrade. Il processo decisionale del sistema italiano e la lentezza della giustizia amministrativa generano una incertezza molto grande quando si tratta di costruire qualcosa d'importante. Il ministro Claudio Scajola, comunque, mi sembra molto determinato. Vedremo".

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