Nucleare/ Sindacati in rivolta: "No centrali a Termini Imerese"
Le rivelazioni di Affari sull'individuazione di Termini Imerese da parte dei tecnici del ministro dello Sviluppo Economico come uno dei possibili siti su cui far sorgere una delle quattro centrali nucleari che l'Enel intende costruire, appoggiandosi alla tecnologia francese, scatena la reazione della popolazione locale, dei sindacati e del mondo dell'associazionismo. 
Mentre i lavoratori dello stabilimento Fiat (il Lingotto ha aperto un tavolo di discussione con i sindacati e il Governo per decederne la mission, facendo sapere che verrà destinato ad altre produzioni diverse dall'auto) e dell'indotto si interrogano sul loro futuro che potrebbe avere a che fare anche con l'atomo, il segretario generale della Fiom-Cgil Gianni Rinaldini fa capire subito qual è l'opinione del sindacato: "La riconversione dall'auto al nucleare non soltanto è sbagliata, ma sarebbe persino paradossale per il futuro del Paese". Un'ipotesi che, per Rinaldini, "ha determinato, come era facilmente immaginabile, uno stato di tensione e ulteriore preoccupazione tra i lavoratori dello stabilimento Fiat". Per questo il segretario della Fiom ha chiesto che la "Presidenza del consiglio convochi le parti sociali per aprire un confronto con la Fiat su un piano industriale che garantisca tutti i suoi stabilimenti esistenti nel nostro Paese".
Dello stesso parere il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, intervenuta alla trasmissione "Il Caffe'" condotta da Corradino Mineo su Rainews 24. "Sul futuro di Termini Imerese servono assicurazioni che sinora dalla Fiat non sono arrivate. La soluzione non puo' essere quella di destinare il sito ad una centrale nucleare", ha spiegato la sindacalista. "Bisogna mantenere -ha aggiunto- la professionalita' degli operai di Termini Imerese e non si possono chiedere altri sacrifici ad un territorio, anche dal punto di vista ambientale e turistico, già sfruttato dallo stabilimento".



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