Nucleare/ Marcegaglia: per le aziende 30 mld di investimenti
| RITORNO AL NUCLEARE: LO SPECIALE DI AFFARI Energia/ Emma e l'Enel fanno scuola a 600 Pmi. Con il nucleare, 12 mld di commesse Il sistema industriale italiano si qualifica per l'atomo Il commento/ La fine del crampo italiani. Di Giuseppe Morello Chicco Testa ad Affari: "Le prime centrali in Italia? Negli ex siti" Nucleare/ Scontro senza precedenti in Francia tra Edf e Areva E la Confindustria Genova si candida ad ospitare il distretto del nucleare: in vista della costruzione dei nuovi reattori, il presidente Giovanni Calvini ha iniziato a riunire tutte le imprese legate al business dell'atomo. Pmi che fanno parte dell'indotto di Ansaldo Nucleare e di Rina (Registro Navale Italiano che, attraverso la controllata Rina Industry, si sta specializzando nel settore nucleare) CLICCA QUI PER LEGGERE TUTTO IL PROGRAMMA DEL SUPPLY CHAIN MEETING DI ROMA |
"Il nucleare rappresenta una grande opportunita' perche' potrebbe mettere in moto investimenti pari a 30 miliardi di euro. Se lavoreremo bene, circa il 70% di tali investimenti potrebbe riguardare l'indotto italiano". E' quanto ha sottolineato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso del suo intervento a un convegno sul nucleare, organizzato dall'Associazione degli industriali insieme ad Enel.
Secondo la Marcegaglia, in Italia bisogna superare logiche lontane dalla realta': "Purtroppo in Italia ci sono ancora dibattiti superficiali e demagogici su questo tema. Tali logiche bloccano lo sviluppo e la realizzazione di progetti di medio termine". Il presidente degli industriali ha quindi auspicato che le logiche elettorali non blocchino lo sviluppo del nucleare in Italia: "serve un progetto politico energetico serio, di medio termine, chiaro e che non venga cambiato continuamente".
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Confindustria, ha concluso Marcegaglia, "da sempre sostiene l'opzione nucleare che e' un'opportunita' intelligente e necessaria per raggiungere gli obiettivi che l'Europa si e' data. Per il sistema industriale italiano questa sfida non e' solo un'opportunita' di business ma anche di innovazione tecnologica per tutta la filiera che sara' interessata".
Sulla stessa lunghezza d'oda l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti. "Le 4 unita' nucleari che Enel e Edf costruiranno in Italia muoveranno investimenti per un totale di circa 16-18 miliardi di euro".
Secondo il manager, sara' fondamentale effettuare una campagna di informazione chiara: "Vinceremo questa sfida se sapremo costruire un fronte unitario, portatore di una informazione corretta e tecnicamente ben orientata tra i cittadini, capace di superare le paure immotivate di approfondire seriamente i temi senza preconcetti o condizionamenti ideologici. Un fronte che sappia sgretolare il muro del non fare".
Allo stesso tempo, ha proseguito Conti, sara' necessaria la stabilita' del quadro normativo che dovra' essere "chiaro e delineato secondo una visione politica di lungo periodo". Serve, ha evidenziato, "una politica energetica senza ripensamenti che dia certezze agli investitori, per questo, secondo noi, e' necessario che tale materia torni di competenza dello Stato, pur nel rispetto delle prerogative locali".
L'ad di Enel ha poi confermato che il gruppo italiano insieme ad Edf intende costruire in Italia almeno 4 reattori con la tecnologia di terza generazione Epr. L'obiettivo e' di avere la prima unita' in esercizio per il 2020.



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