Nucleare/ Ok dal governo al dlgs sul nucleare. Ambiente e clima per scegliere i siti
| Ok dell'Enel/ L'amministratore delegato Fulvio Conti: "Le misure approvate oggi dal Consiglio dei Ministri sono una pietra miliare nel percorso per il ritorno dell'Italia al nucleare e per avviare un rinascimento industriale e tecnico del sistema produttivo e scientifico del nostro Paese. Il governo ha portato avanti con determinazione la scelta di garantire al Paese almeno il 25% di energia prodotta dall'atomo in linea con i principali paesi europei. Il piano nucleare è fondamentale per dare un contributo decisivo alla riduzione dell'anidride carbonica, alleggerendo i costi dell’energia per i consumatori e rendendo l'Italia più resistente alle oscillazioni dei prezzi dei combustibili. Enel in questi anni ha riacquisito l'esperienza e le tecnologie per sviluppare questi progetti e vuole coprire insieme ad Edf almeno la meta' del piano anche col contributo di terzi, operatori e grandi onsumatori. Il piano nucleare, il forte impulso allo sviluppo delle fonti rinnovabili e ai sistemi di incremento dell’efficienza possono costituire i tre perni della strategia per collocare l’Italia all’avanguardia tra i paesi occidentali in campo energetico. Il Paese ha ora bisogno di ricostruire una cultura nucleare e di spiegare con una grande campagna di comunicazione, che oggi il nucleare e' sicuro, e' una alternativa reale alle fonti fossili ed e' in difesa dell'ambiente. Imprese, forze sociali e mondo scientifico non devono lasciarsi sfuggire questa grande opportunità". |
Dove le centrali? Si saprà a marzo. Le aree idonee ad ospitare le prossime centrali nucleari italiane - che verranno rese note dopo le prossime elezioni regionali - dovranno rispondere ad "uno schema di parametri di riferimento relativi a caratteristiche ambientali e tecniche". E' quanto prevede il decreto legislativo appena approvato, che specifica i criteri per l'individuazione dei siti destinati al rilancio del nucleare in Italia.
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I parametri. Lo "schema di parametri" dovrà essere poi definito dal Ministero dello Sviluppo Economico, da quello dell'Ambiente e dei Trasporti, su proposta dell'Agenzia del Nucleare, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto legislativo stesso. In particolare, le caratteristiche ambientali riguardano, "popolazione e fattori socio-economici, qualità dell'aria, risorse idriche, fattori climatici, suolo e geologia, valore paesaggistico, valore architettonico-storico, accessibilità".
Quelle tecniche riguardano invece la "sismo-tettonica, distanza da aree abitate, geotecnica, disponibilità di adeguate risorse per il sistema di raffreddamento della tipologia di impianti ammessa, strategicità dell'area per il sistema energetico e caratteristiche della rete elettrica, rischi potenziali indotti da attività umane nel territorio circostante".
I siti che ospiteranno le centrali nucleari saranno "di interesse strategico nazionale" e come tali "soggetti a speciali forme di vigilanza e protezione", si legge nella bozza di decreto legislativo.
I compensi. Per quanto riguarda i compensi da destinare ai territori che ospiteranno le centrali nucleari, si tratterà di un beneficio economico su base annuale da corrispondere anticipatamente per ciascun anno di costruzione dell'impianto; l'aliquota è pari a 3.000-4.000 euro per ogni Mw sino ad una potenza di 1.600 Mw, "maggiorata del 20% per potenze superiori".
Benefici economici "a pioggia" per le province ed i comuni che ospiteranno i prossimi impianti nucleari, ma anche per i comuni limitrofi in un'area di 20 chilometri dal perimetro dell'impianto. Le imprese e gli abitanti delle zone in questione non avranno solo scontiin bolletta elettrica, ma anche di quella per i rifiuti urbani, per le addizionali Irpef e Irpeg e per l'Ici.



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