Nucleare/ Troppo costoso. Meglio le rinnovabili

Sabato, 20 settembre 2008 - 16:50:00



Si fa un gran parlare da un po’ di tempo di energia nucleare (lo ha fatto nuovamente il premier in occasione della sua visita in Gran Bretagna) visto la scelta operata dal governo di puntare nuovamente su questa forma di energia, abbandonata colpevolmente dopo il famigerato referendum del 1987, che ci è costato salatissime bollette energetiche, per una importazione di oltre il 70% delle energia che consumiamo. Vediamo di capire però per quale motivo questa scelta, giustissima a nostro avviso venti anni fa, ora lasci molto dubbi, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sotto quello della convenienza, dei costi e dell’opportunità.

L’industria nucleare civile ha ormai oltre 50 anni, senza che per il momento siano sopraggiunti miglioramenti, sia dal punto di vista della sicurezza, sia da quello dei costi, sia da quello tecnico. Ecco perché in Europa e nel mondo quasi nessuno attualmente sta costruendo nuove centrali nucleari, troppo alti sono i costi e i tempi per costruirle, considerando poi che magari fra dieci anni esse saranno, si spera, superate dall’innovazione tecnologica nel settore. Negli Stati Uniti una recente ricerca ha dimostrato che il costo di costruzione di una centrale nucleare si aggira intorno ai 2 miliardi di euro. Secondo i calcoli effettuati dagli esperti del Governo però risulterebbe che oggi il costo di una centrale dovrebbe aggirarsi intorno ai 3,5 miliardi di euro, se tutto va bene ovviamente. In India che è uno dei pochi paesi che ora sta costruendo nuove centrali, i costi sono aumentati del 300% rispetto al budget iniziale.

E d’altra parte, secondo uno studio condotto dal Consiglio mondiale dell’energia (WEC) in tutto il mondo i tempi per la costruzione di una centrale nel periodo compreso fra il 1995 e il 2000 sono aumentati dai 66 mesi previsti ai 116 mesi. Ecco perché come dicevamo attualmente in tutto il mondo ci sono solo 22 centrali in costruzione di cui 17 solo in Asia. Per 5 di queste la costruzione è iniziata oltre 20 anni fa. L’industria sta provando nuovi reattori più moderni ed efficienti, ma la strada da compiere in questo senso sembra ancora piuttosto lunga.

Bisogna poi chiarirsi sulla sua reale convenienza, considerando gli alti costi di smaltimento delle scorie, i problemi legati agli incidenti, che come visto di recente sono sempre più numerosi, e la resa di questi reattori di vecchia generazione. Come al solito in Italia il dibattito si sta riducendo ad una pura e semplice schermaglia politico-ideologica, con il centro-destra da un parte favorevole senza se e senza ma, e il centro-sinistra dall’altra, forse più per partito preso che per pura consapevolezza del problema, a contrastare in assoluto il progetto considerato antieconomico e pericoloso. La verità a nostro avviso è molto più complessa e va vista in tutta la sua interezza e complessità.

Forse arrivati a questo punto è vero che non sembra troppo producente e conveniente puntare, almeno in maniera così assoluta e diretta, sull’energia nucleare, ma non tanto per le argomentazioni troppo demagogiche e semplicistiche del centro sinistra, il cui immobilismo a livello energetico ed ambientale è stato assoluto, ma per una questione di pura convenienza. Per i motivi sopraelencati insomma appare forse più corretto ed economico, a causa del ritardo ormai accumulato e difficilmente recuperabile in tempi brevi, puntare con maggiore convinzione sulle cosiddette energie rinnovabili, che non necessitano di tempi lunghi per la costruzione degli impianti (5 mesi circa per la costruzione di un parco fotovoltaico da 1MW), non hanno costi di smaltimento, la fonte energetica è inesauribile e le condizioni geografiche favoriscono oltremodo il nostro paese in questo senso, la ricerca sta facendo passi di gigante per ridurre i costi di impianto e l’efficienza dagli stessi, e infine l’impatto ambientale comunque sia, appare sicuramente minore rispetto a quello del nucleare, al di la delle forse un po’ troppo pretestuose polemiche sulla rischiosità delle centrali. Ma purtroppo le energie rinnovabili, malgrado gli incentivi generosi promossi dallo Stato, continuano a soffrire di una sorta di complesso di inferiorità nel nostro paese, rispetto alle fonti di energie tradizionali e non sembrano riuscire a decollare, e non se ne capiscono francamente i motivi alla base di ciò.

Il Governo a parole, infatti, sembra voler puntare molto anche sulle rinnovabili, come ha recentemente detto il ministro dell’ambiente e come oltre tutto imporrebbe il protocollo di Kyoto, ma il suo obiettivo prioritario sembra essere proprio quello della costruzione di nuove centrali nucleari( l’investimento in R&S sul nucleare è ancora oltre il doppio rispetto a quello sulle rinnovabili), la cui posa della prima pietra forse non a caso coincide con la fine della legislatura attuale. Questa operazione appare come una sorta di passo del gambero del nostro paese, rispetto invece ad altri paesi come Germania e Spagna che hanno con decisione puntato da tempo su energie rinnovabili, come sole e vento.

Vincenzo Caccioppoli

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