No Ipo/ Intesa congela la quotazione di Fideuram
Fideuram non va in Borsa, per il momento. Confermando i rumors circolati nei giorni scorsi, il consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo ha definitivamente fatto slittare l'Ipo della controllata attiva nell'asset management: che la breve primavera delle debuttanti sul listino di Milano si fosse già conclusa si era del resto capito dopo lo stop agli sbarchi di Kos (gruppo Cir), Moby (gruppo Onorato) e il definitivo slittamento all'autunno (non prima di ottobre) di Enel Green Power. Intesa Sanpaolo e la controllata Banca Fideuram "hanno deciso di non procedere nell'immediato con la quotazione di Banca Fideuram, in considerazione delle condizioni di mercato non favorevoli" recita al riguardo un laconico comunicato, aggiungendo che "ulteriori sviluppi verranno debitamente resi noti al mercato". 
Chi aveva sperato che la buona accoglienza riservata a Juniper Fund Management, società di private equity e fondi comuni sbarcata sul listino di Londra e che ha chiuso ieri la prima seduta con un rialzo del 15% dal prezzo di collocamento (peraltro debitamente "sforbiciato" rispetto alle ipotesi iniziali) ed oggi limita il calo al 3,5%, potesse convincere Corrado Passera ad affrontare ugualmente i mercati è rimasto deluso. Se tutto andrà bene se ne riparlerà anche in questo caso in autunno, sempre che sui mercati sia tornata la calma e che l'appetito per nuova "carta" sia sufficiente a far assorbire due operazioni miliardarie come Enel Green Power e Banca Fideuram a distanza di poche settimane l'una dall'altra
Intesa, oggi in calo del 2,6% a Piazza Affari, ha anche fissato con il Credit Agricole i termini e condizioni dell'accordo reso noto già il 18 febbraio scorso relativo alla cessione da parte della stessa Intesa Sanpaolo all'istituto francese dell'intera partecipazione detenuta finora detenuta da Banca CR Firenze in Cassa di Risparmio della Spezia (80% del capitale). Istituto operante in Liguria, Toscana e Emilia Romagna con 76 sportelli e al 31 dicembre 2009 aveva circa 1,8 miliardi di euro di impieghi con clientela, 1,8 miliardi di raccolta diretta da clientela, 1,9 miliardi di raccolta indiretta da clientela e un patrimonio netto di 179 milioni di euro, oltre che di altri 96 sportelli del gruppo Intesa Sanpaolo in Italia per un corrispettivo complessivo, in contanti, di circa 740 milioni di euro (la cui congruità rispetto alle condizioni di mercato è stata avvalorata da una "fairness opinion" di Deutsche Bank, in qualità di esperto indipendente).



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