Benvenuti nell'era della new green economy
Di Giuseppe Morello
Sembrava il delirio idealistico di invasati ecologisti, oggi la svolta "green" è un'imminente realtà. Se persino il paese più irresponsabile sul fronte dei consumi energetici come gli Usa, dove fino a ieri si mangiava pane e petrolio a colazione e a cena, ha virato verso le auto ecologiche e l'efficienza energetica, allora vuol dire che è possibile per davvero per l'Occidente uno stile di vita, una mobilità e un'economia più "leggeri".
Molto presto, e forse già ora, lo sforzo per salvare i 60mila posti a rischio nel settore auto paventati da Marchionne non sarà l'ennesimo intervento che accelera lo stupro ambientale pur di tutelare l'occupazione, ma un sano investimento per il futuro.
La svolta "green" non è solo attenzione ecologica: è una concezione complessiva dei consumi e dell'economia quella che va declinando e che lascia spazio a un ritorno (non demenziale questa volta) della new economy, dell'economia leggera fatta di bit, internet, idee, cultura glocal, che scalza atomi, carta, merci e il dilemma paralizzante tra una globalizzazione che azzera le differenze e il ritorno nostalgico al bel mondo antico. La boa epocale che stiamo aggirando sembra il felice sbocco dialettico (hegeliano direi) tra una modernità da industrialismo ottocentesco e la nostalgia per un passato contadino idealizzato e praticamente irripetibile.
Crescita, progresso, benessere sono oggi parole che fanno meno paura perché non evocano più solo colate di cemento e sbuffi di motori diesel, ma anche (finalmente) qualità della vita e attenzione per la salute nostra e del pianeta. Siamo solo all'inizio, ma è un bell'inizio.
giuseppe.morello@affaritaliani.it



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