Borse/ Nestlè rileva le pizze congelate americane di Kraft Foods, che ora punta con decisione su Cadbury
Continuano i “botti” di inizio anno sui listini azionari mondiali: se ieri Novartis aveva annunciato un’offerta per rilevare Alcon da Nestlè, oggi è quest’ultima che utilizza 3,7 dei 28 miliardi ricevuti da tale operazione per acquisire le attività nel settore della pizza congelata nel Nord America dalla concorrente Kraft Foods, che comprendono i marchi DiGiorno,Tombstone, California Pizza Kitchen Jack’s e Defisso. Attività che dovrebbero aver chiuso il 2009 con un Ebitda di 297 milioni di dollari, pari al 14,2% delle vendite, stimate a loro volta pari a 2,09 miliardi di dollari circa.
Attività che per il gruppo svizzero sono importanti perché, come ha spiegato in una nota il numero uno di Nestlè, Paul Bulke “rappresentano una grande chance per i prodotti di cibo congelato Nestlè in Nord America”, dato che una volta integrate “con una selezione di marchi americani e canadesi, insieme alle nostre attività già esistenti nella vendita diretta di gelati” il gruppo arriverà ad un fatturato di 3 miliardi di franchi svizzeri, divenendo il leader mondiale del settore della pizza congelata.
Per contro l’amministratore delegato di Kraft Foods, Irene Rosenfeld, ha commentato l’operazione spiegando che “ci permette non solo di offrire un buon ritorno agli azionisti, ma ci offre la possibilità di focalizzarci nelle nostre attività core”. Un riferimento che alcuni interpretano come la conferma dell’intenzione di Kraft di fare la prossima mossa, concludendo vittoriosamente il lungo corteggiamento della britannica Cadbury, che ha finora respinto l’offerta da 10 miliardi di sterline (15,9 miliardi di dollari) del gruppo americano definendola “inadeguata”.
L’affare appena concluso con Nestlè in questo senso elimina un potenziale concorrente molto pericoloso per Kraft: gli svizzeri hanno infatti espressamente negato ogni interesse per il gruppo britannico, dopo che per settimane si era ventilato il lancio di una contro offerta o l’adesione di Nestlè alla cordata che la statunitense Hershey e l’italiana Ferrero sembrano intenzionate a formare con l’aiuto di qualche gruppo di private equity come KKR o Blackstone.
L’ultima parola in questa vicenda si dovrebbe sapere a giorni: a fine anno il Takeover Panel britannico aveva infatti dato a Cadbury tre giorni supplementari per rendere pubblici i risultati del 2009 (che dunque saranno resi noti il 15 e non il 12 gennaio), risultati che per alcuni potrebbero diventare l’elemento cardine della difesa della società dalle mire di Kraft. In caso di numeri molto positivi, infatti, Kraft potrebbe dover rilanciare o passare la mano, mentre se la crisi avrà inciso anche sull’andamento dei conti del gruppo dolciario britannico per i rivali di Kraft potrebbe essere difficile trovare la motivazione giusta per scendere in campo. Consentendo al gruppo statunitense di chiudere questa mano di risiko.
Luca Spoldi



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