Nautica/ Anche il lusso va in crisi

Lunedì, 19 settembre 2011 - 10:54:14

Nemmeno le barche da sogno hanno retto all'ondata della crisi. Se è ormai diventato all'ordine del giorno sentire di negozi di abbigliamento e di altri generi che non sono di primaria necessità chiudere o dare vita a vendite con forti sconti, è una novità il venire a sapere che in crisi c'è entrata un'eccellenza italiana come la nautica da diporto, ovvero quel settore che costruisce le grandi e lussuosissime 'case sull'acqua' che solcano quotidianamente i nostri mari

I cantieri di Viareggio, Pisa, Massa e Livorno, autentici leader del settore e 'patria' di aziende come Azimut Benetti, Perini e San Lorenzo - in pratica come dire Real Madrid, Juventus e Manchester United nel calcio - negli ultimi tre anni hanno visto dimezzarsi le commesse di barche milionarie da fare nelle strutture nostrane.

“La nautica da diporto è un settore che sta risentendo più di ogni altro della crisi – ammette Lamberto Pocai, segretario della Fiom di Lucca – dopo che dalla fine degli anni novanta al 2008 c'era stato un incremento annuo di lavori che oscillava tra il 16 e il 18 per cento. Un fatto dovuto sia all'arrivo dei nuovi ricchi dall'estero che ai tanti sportivi, manager o artisti che con l'aumentare dei loro ingaggi si potevano permettere ogni tipo di sfizio. Poi la crisi ha colpito anche loro e, di riflesso, la nautica. Migliaia di lavoratori sono stati licenziati e moltissime ditte appaltatrici, si parla di centinaia, hanno cessato di esistere paralizzando anche l'indotto”.

Per abbattere i costi, molti cantieri hanno deciso di spostarsi in altri mercati come Turchia, Cina o Brasile. Altre aziende del settore che invece hanno deciso di rimanere in Italia come i cantieri Baglietto di La Spezia navigano in cattive acque. “Anche i cantieri Atlantis di Piacenza non stanno tanto bene visto che hanno aperto alla cassa integrazione per i dipendenti – sottolinea il sindacalista – ormai la situazione in Italia non è buona. Molti cantieri di fama stanno spostando il grosso della produzione all'estero. Perini (le cui barche costano circa 1 milione di euro al metro) fa lo scafo in Turchia e poi gli interni li rifinisce in Toscana dove la barca prende i natali e mantiene il made in Italy. Azimut Benetti ha comprato un'area di 40 mila metri quadri in Brasile e realizza in loco barche destinate all'America Latina togliendo una grossa fetta di mercato all'Italia. Siamo in crisi e lo confermano i numeri. Facendo un esempio, se fino a 3 anni fa in un posto come Viareggio considerato il top della nautica mondiale si realizzavano più di 100 barche all'anno, adesso se va bene ne realizzano una cinquantina. La metà. E qui siamo nei cosiddetti piani alti. Pensate a come può essere la situazione nelle 'zone' più basse...”

Francesco Bertolucci

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