Napolitano: "Il lavoro non sia un privilegio"

Mercoledì, 25 gennaio 2012 - 20:26:00
Napolitano

Il lavoro non deve essere un privilegio ma una normale condizione, soprattutto per i giovani. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della consegna dei premi Leonardo 2011, riprendendo le parole di una giovane premiata poco prima. Davanti alla platea di imprenditori distintisi nel "made in Italy" riunita al Quirinale, Federica Giorgi, dipendente di Gucci, si era definita "privilegiata" perché ha un lavoro. "Spero che la signora Giorgi non si senta più una privilegiata perché ha un lavoro. Questo è l'augurio che rivolgo a tutti i giovani", l'auspicio del capo dello Stato.


Allargando il discorso al sistema Italia, Napolitano è tornato a battere su due tasti: "Ricerca e innovazione", fattori vitali per la ripresa economica italiana. "Insieme all'affinamento della qualità dei nostri prodotti, credo nell'importanza dell'innovazione tecnologica e della ricerca come chiave di volta affinché l'Italia non perda posizioni, ma ne guadagni ancora, nella competizione mondiale".

Il vantaggio competitivo delle imprese italiane nel mondo è da sempre la cura dei dettagli e la qualità della manifattura. Per questo, in conclusione Napolitano ha voluto sottolineare anche l'importanza del lavoro artigianale, il "lavoro fatto con le mani". "Ho molto apprezzato - le parole del capo dello Stato - il richiamo fatto (nel corso degli interventi, ndr) all'importanza vitale e attuale dell'artigianato e del lavoro manuale, che però si possa avvalere di antiche sapienze e nuove tecniche".

Dal Quirinale giunge anche l'apprezzamento per la decisione della Provincia di Pesaro Urbino di conferire simbolicamente la cittadinanza onoraria ai nati da genitori stranieri nel territorio. "Si tratta di un'iniziativa di grande valore simbolico", scrive al presidente della Provincia Matteo Ricci la consulente della Presidenza della Repubblica per i problemi della coesione sociale, Giovanna Zincone. "C'è da augurarsi che questo esempio possa essere seguito anche da altre realtà territoriali". "E' auspicabile - continua il messaggio - che la cittadinanza onoraria sia la premessa all'effettivo riconoscimento della cittadinanza italiana a quanti nascono nel nostro Paese da genitori stabilmente residenti".

Il 24 novembre scorso Ricci aveva inviato una lettera al capo dello Stato preannunciando l'iniziativa per i primi mesi del 2102. Un atto simbolico, aveva detto, ma dalla "forte caratura sociale e culturale. Perché chi nasce in Italia è italiano ed è ora di prenderne atto". La risposta del Quirinale è arrivata in Provincia il 19 gennaio ed è stata resa nota oggi. Proprio ieri il tema dello 'ius soli' è tornato di attualità, con le polemiche per le affermazioni di Beppe Grillo sul fatto che concedere la cittadinanza a figli di immigrati che ne sono privi, a suo avviso, sarebbe "senza senso" salvo "distrarre gli italiani dai problemi reali, per trasformarli in tifosi" pro o contro.
 



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