Non solo moratoria/ Per le famiglie in difficoltà Unicredit "trasforma" il mutuo in affitto
Unicredit si allea con le associazioni dei consumatori per aiutare le famiglie in difficoltà con le rate del mutuo. Obiettivo: evitare la via giudiziale. "Tre nuove soluzioni che vanno oltre la moratoria, perché costruite in base alla singola capacità di reddito". Parola di Dino Crivellari, ceo di UniCredit Credit Management, che ad Affaritaliani.it per presenta tre nuovi prodotti. Il meccanismo? Semplice: il mutuo si trasforma in affitto per un periodo. E poi per il cliente è semplice riscattare la propria casa. "Noi evitiamo perdite immediate e i clienti situazioni drammatiche". Ecco come funziona. 
Dino Crivellari
L'INTERVISTA
La Bce ha appena alzato i tassi di un quarto di punto e c'è da aspettarsi che lo farà ancora, con un inevitabile il riflesso sui mutui a tasso variabile. E proprio in questi giorni la Caritas ha lanciato l'allarme: una famiglia su quattro è in difficoltà con le rate. Che succede?
"Certamente una crescita dei tassi avrà delle conseguenze sui mutui, ma è anche vero che veniamo da un periodo abbastanza lungo di tassi anomali. Va detto però che l'aggravio di difficoltà delle famiglie è dato anche dal prolungarsi della crisi economica. Per questo abbiamo pensato a una soluzione alternativa e meno brutale per i clienti in difficoltà, che altrimenti rischiano di trovarsi di fronte agli avvocati".
Che tipo di soluzione?
"Ridurre la rata del mutuo della famiglia in base alla sua effettiva possibilità di sostenimento".
Come?
"Abbiamo messo a punto un sistema che calcola 'sul tavolo di cucina della famiglia' la reale capacità di sostenere il mutuo. Famiglia per famiglia, mutuo per mutuo, e non con formule standard come per le moratorie. Così riduciamo la rata in funzione della realtà".
E in cambio? I CONSUMATORI/ Fabio Picciolini, segretario nazionale Adiconsum: "L'iniziativa di Unicredit permette alle famiglie di restare nelle proprie abitazioni e raggiunge tre importanti risultati: consente il pagamento di rate sostenibili da parte delle famiglie mutuatarie; impedisce in molti la totale perdita dell'abitazione; in altri casi in cui, purtroppo, si giungesse alla perdita dell'abitazione a causa dell'alto indebitamento evita i pesanti risvolti finanziari e psicologici della vendita all'asta, permettendo comunque alla famiglia di continuare a vivere nell'immobile e di poterlo riacquistare o riscattare.I tre risultati consentono di raggiungere un quarto obiettivo: evitare il sovraindebitamento della famiglia se non la caduta nel credito illegale".
"Dal momento che i mutui sono erogazioni già avvenute, abbiamo immaginato di trasformare una parte del rischio del mutuo in rischio sull'immobile. Ci prendiamo in tutto o in parte la proprietà dell'immobile in maniera da mettere la famiglia in condizione di poter pagare la rata".
Ci spieghi come funziona.
"Dipende dai casi. Il primo prodotto, chiamato 'Friendly Reposses', riguarda quelle famiglie con difficoltà finanziarie transitorie per le quali è quasi impossibile sostenere la rata. A loro proponiamo la vendita dell'immobile a un nostro veicolo, che poi lo affitterà alla famiglia stessa con un canone più basso della rata. Al cliente è poi data la possibilità di scegliere quando riacquistarlo: entro 5 anni o a una data prefissata. Si tratta insomma di quei casi in cui l'unica alternativa sarebbe quella dell'esecuzione immobiliare e in cui c’è l'alta probabilità che il debitore venga portato in tribunale e veda vendere la sua casa, spesso a un prezzo molto più basso del suo valore".
Nel caso in cui una famiglia non sia così in difficoltà?
"Se stabiliamo che la famiglia ha un reddito compatibile con una rata più bassa, possiamo applicare il 'Reposses parziale'. Noi acquisiremo solo una parte dell'immobile, supponiamo il 50%, e diventeremo proprietari in comunione col mutuatario, che pagherà una rata più bassa, nel nostro esempio dimezzata, più un piccolo canone d'uso per la quota non più sua. Quota che potrà riscattare quando vuole durante tutto l'arco della durata del mutuo".
E c'è anche una terza soluzione.
"Sì, l'Anticresi, un vecchio istituto previsto dal codice civile: se un debitore non riesce a pagare il suo debito, ma ha a disposizione un bene che può essere fruttifero, mette questo nelle mani del suo creditore, che godrà di questi frutti, senza perdere la proprietà. In parole semplici: se una famiglia ha difficoltà con la rata ma ha un box per l'auto, trasferisce questo alla banca che lo affitterà. Con quei soldi noi pagheremo una parte della rata o le rate scadute. Recuperato il credito, il box tornerà a disposizione della famiglia, che non mai smesso di esserne proprietaria".
Chi decide il valore dell'immobile?
"Un perito terzo, scelto con le associazioni dei consumatori".
Come è nata questa collaborazione?
"Quando le banche mettono le mani sulle case c'è sempre chi grida al complotto. Per evitare questo abbiamo chiesto alle associazioni dei consumatori di studiare assieme a noi nuovi prodotti. L'obiettivo è quello di evitare a noi perdite immediate e ai clienti situazioni drammatiche o addirittura tragiche".
Questi prodotti sono a disposizione anche di chi ha già aderito alla moratoria per i mutui?
"Sì. Sono esclusi solo i mutui erogati dal primo gennaio 2011, praticamente per quelli che devono essere ancora sottoscritti. L'obiettivo è evitare che qualche furbo ne approfitti".
Consigli per chi si accinge a chiedere un mutuo?
"La cosa fondamentale per chi sceglie di indebitarsi è fare molta attenzione alla propria capacità: mai oltrepassare il 30% del reddito. Prudenza, prudenza, prudenza. Quanto ai tassi la scelta è molto personale: io, per esempio, ho sempre cercato di avere sia un muto fisso sia uno variabile, così da distribuire il rischio".



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