Mps/ Utili oltre le attese e dividendo nel 2010
![]() Antonio Vigni |
Seduta davvero pesante per i titoli bancari a Milano, con Banco Popolare e Ubi Banca (;ps ha perso oltre il 4.5%) che hanno dato il là al ribasso della giornata odierna di Borsa. Ondata di vendite scattate sul riaccendersi dei timori di nuove pesanti ricapitalizzazioni necessarie alle banche italiane in vista del nuovo stress test europeo e delle più stringenti norme di Basilea III. Il via è stato dato dall’annuncio a sorpresa di ieri di un aumento da un miliardo di euro per Ubi Banca che porta oggi gli analisti a tagliare stime e giudizi sul titolo e a vendere tutti i principali titoli del comparto, tanto che neppure i conti di Rocca Salimbeni sembrano mettere di buon umore gli investitori.
Eppure il Montepaschi ha chiuso l’esercizio 2010 con utile netto di 985,5 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 220,1 milioni del 2009 grazie alla presenza di plusvalenze pari a 205 milioni, e prevede di registrare nel corso dell’anno un ulteriore miglioramento dell’utile operativo, già raddoppiato (+104,6%) nell’ultimo anno. Numeri che hanno consentito al Cda di deliberare di proporre all’assemblea la distribuzione di 167,76 milioni di dividendi, ovvero 2,45 centesimi di euro per azione ordinaria e 3,35 centesimi per le risparmio e privilegiate.
Entrando dentro i conti, si nota come lo sforzo di efficientamento di Rocca Salimbeni inizi a dare i suoi frutti, con un rapporto costi operativi/ricavi calato al 61,6% dal 64,7% del 2009, mentre migliorano sia il margine d’interessi (+0,4% a 3,591 miliardi di euro), sia le commissioni nette (+3,8% a 1,911 miliardi), sia il margine d’intermediazione primario (che sale a 5,5 miliardi, +1,6%), mentre le rettifiche nette su crediti calano a 1.155,6 milioni di euro (-21,2% sul 2009).
Quanto agli aspetti legati alle poste patrimoniali, a fronte di un patrimonio netto già risalito a fine 2010 a 17,156 milioni di euro l’istituto si attende che nel 2011 l’ulteriore miglioramento dei conti consenta di riportare il Tier 1 (pari a fine 2010 all’8,4%) in linea con la media del sistema bancario italiano, mentre dalle ultime stime l’impatto netto delle nuove norme di Basilea III al primo gennaio 2014 sarebbe pari a una riduzione del Tier 1 di circa 30 punti base e non di 70 come finora preventivato, anche grazie alla nuova normativa sulle attività fiscali differite.
Il che, secondo gli analisti di Equita Sim, non significa che per Mps non possa essere all’orizzonte un aumento del capitale: Rocca Salimbeni, ricordano gli esperti in una nota, ha un core Tier 1 2010 al netto dei Tremonti bond pari al 6,5%: “secondo noi il mercato sconta un aumento di capitale da almeno 1,5 miliardi, che già includiamo nelle nostre stime”. Più prudente Antonio Vigni, direttore generale dell’istituto, che presentando i conti stamane ha ribadito come il gruppo sia impegnato “da tempo a rafforzare il capitale”.
La banca “chiedeva l’impegno del management” a sviluppare ricavi ricorrenti ha sottolineato Vigni, aggiungendo: “mi sembra che quello che abbiamo realizzato sia la prova che siamo impegnati. Abbiamo fatto un percorso che ci ha permesso di incrementare di 180 punti base organicamente la nostra posizione patrimoniale, se non consideriamo ancora il deal real estate” che pure Mps “è fiduciosa” possa “essere inserito nel Core Tier 1”. “Detto questo - ha concluso Vigni - più volte abbiamo detto che faremo azioni di capital management che portino a rimborsare i Tremonti Bond”.
Sempre Vigni ha poi sottolineato i “buoni risultati” realizzati dal gruppo nel 2010 “in un contesto economico ancora difficile”, come testimonia la crescita di 72 mila unità della base clienti. Anche la joint venture con Axa “non solo funziona bene, ma a nostro avviso funzionerà sempre meglio”, mentre su Consum.it, la controllata attiva nel credito al consumo, Vigni spiega: “sta facendo bene” e pertanto la banca valuta “le diverse opzioni tutte in un’ottica di valorizzazione del nostro asset”.
Qualsiasi forma di valutazione prospettica, ribadisce Vigni, “dovrà tenere conto del nostro modello di business”, ricordando come “già nel precedente piano industriale avevamo ipotizzato di realizzare una joint-venture” (da tempo si parla di una possibile aggregazione con Compass, società concorrente controllata da Mediobanca, nel tentativo di raggiungere o superare l’attuale leader di mercato, la Agos Ducato del gruppo Credit Agricole). “Vediamo gli sviluppi andando avanti in corso d’opera” ha concluso il manager, che ha poi confermato che il nuovo piano industriale del gruppo sarà presentato “prima dell’estate”.
Luca Spoldi



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