Casi e casini di borsa/Il passaggio di Fabrizio Viola da Bper a Mps fa bene al titolo di Rocca Salimbeni
Fabrizio ViolaBanca Popolare dell'Emilia Romagna (Bper) ha confermato in un filing model inviato a Borsa Italiana ieri dopo il diffondersi nel fine settimana di alcune indiscrezioni al proposito che l’attuale Ceo, Fabrizio Viola, si è dimesso precisando che il Cda dell’istituto si riunirà quanto prima per prendere le misure adeguate ed aggiungendo che il piano industriale della banca, il suo processo riorganizzativo e gli obiettivi individuati non mutano.
Non ne sembrano troppo sicuri gli analisti di Equita Sim, che ne hanno azzerato il peso nei portafogli consigliati spiegando che sebbene non cambi la visione positiva di fondo dell’istituto, “basata su solidi fondamentali” che “garantiscono una visibilità degli utili superiori alla norma”, tatticamente è più prudente prendere profitto stante “l’incertezza che si viene a creare in seguito alle inaspettate dimissioni”.
Viola, cinquantatreenne romano laureato in Economia Aziendale alla Bocconi con una lunga esperienza presso il gruppo Bpm (entrato nel gruppo nel 1995 era stato nominato direttore generale nel settembre 2004 per poi lasciare il gruppo 4 anni dopo per essere nominato amministratore delegato dell’istituto emiliano romagnolo che era sembrato sul punto di fondersi con la stessa Bpm), dovrebbe nei prossimi giorni (il 12 gennaio) essere nominato dal Cda del Montepaschi quale successore di poltrona di Antonio Vigni alla poltrona di direttore generale (che Vigni occupa fin dal 2006).
Una tappa intermedia e sostanzialmente indolore (Vigni avrebbe già manifestato la propria disponibilità a risolvere in maniera consensuale il rapporto con Rocca Salimbeni), prima della nomina ad amministratore delegato di Mps e del conseguente ingresso a pieno titolo nel Cda dell’istituto senese, il prossimo aprile, quando l’attuale Cda verrà rinnovato. L’attuale Ceo, Giuseppe Mussari (nel frattempo divenuto anche presidente dell’Abi) aveva del resto già annunciato di non volersi ricandidare per un ulteriore mandato.
La decisione di anticipare l’arrivo del successore di Mussari (e Vigni) si spiegherebbe da un lato con l’esigenza di dare rapida attuazione a un nuovo piano industriale triennale, piano che evidentemente andrà elaborato dal manager cui poi spetterà sorvegliarne l’attuazione, dall’altro con la necessità di sistemare in tempi rapidi sistemare le partita con l’Eba, che ha chiesto al Montepaschi di rafforzare il capitale con altri 3,3 miliardi di euro di mezzi freschi.
Per evitare un ulteriore aumento che diluirebbe ulteriormente la presa della Fondazione Montepaschi Viola dovrà per prima cosa spiegare, nell’incontro in programma il prossimo 20 gennaio in Banca d’Italia, come Rocca Salimbeni (che nel frattempo ha chiesto la conversione in azioni di circa 290 milioni di euro di titoli obbligazionari “fresh” in 136.698.112 azioni ordinarie Mps, portando il capitale dell’istituto da 6,65° 6,73 miliardi di euro) intenda raggiungere un livello di Core Tier 1 del 9% entro il prossimo giugno.
A Piazza Affari Monte Paschi ha guadagnato il 3,53% dopo l'annuncio dell'arrivo di Viola, mentre Bper accusa il colpo segnando solo il +0,18% in un giorno molto positivo per il settore.
Luca Spoldi


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