Monti al WSJ: nel 2017 l'euro continuerà ad essere solido
"Prevedo che nel 2017 l'euro sara' e continuera' ad essere una moneta solida, come e' stato dal principio e durante la crisi". Lo afferma al Wall Street Journal on line il Presidente del Consiglio Mario Monti.
Per Monti la crisi non ha danneggiato "la forza e la credibilita' dell'euro". Per Monti molti Paesi adotteranno l'euro nei prossimi 5 anni. Il premier italiano apprezza la decisione della Bce di offrire finanziamenti a tre anni alle banche dell'area euro. "Noi - commenta Monti - rispettiamo l'indipendenza della Bce e le sue decisioni". Il Presidente del Consiglio mette pero' in guardia dal rischio che la crisi possa portare "ad un ritorno del nazionalismo in economia". Le banche, in particolare, hanno ridotto le loro esposizioni nei confronti di altri Paesi, nonostante la moneta unica. "Le banche - dice Monti - tendono a tornare dal loro padre e dalla loro madre". Monti ribadisce che al Governo non dispiacerebbe se "le banche italiane comprassero un po' piu' di Btp".
Mario Monti ha parlato anche con una emittente tv pubblica americana, Pbs, alla vigilia del suo viaggio negli Usa. "Cerco di evitare contraccolpi" nell'opinione pubblica "presentando sempre i necessari sacrifici che gli italiani devono affrontare, non come un'imposizione di Bruxelles o della Germania o della Bce,ma come un passo necessario" che gli italiani devono compiere "per il loro interesse". Così il premier .
Nell'anticipazione online di un'intervista che andrà in onda nel programma 'NewsHour' dell'emittente Usa, Monti spiega che il modo con cui "presenta" i sacrifici necessari agli italiani è "volto proprio ad evitare contraccolpi" negativi nell'opinione pubblica. Il premier sottolinea che le misure adottate per far fronte alla crisi sono «anche suggerite dall'Europa", ma "sostanzialmente" vengono assunte "nel nostro interesse e in quello delle future generazioni di italiani".
"È molto, molto importante prestare grande attenzione per evitare che la moneta unica, pensata come il punto culminante della costruzione europea, si trasformi, attraverso effetti psicologici negativi, in un fattore di disintegrazione dell'Europa".


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