Meritocrazia e competenza nella pubblica amministrazione: realtà o miraggio?

Modernizzare i governi è possibile? Il passaggio da burocrati o eurocrati a manager è ipotizzabile? Vincere la reale sfida per il futuro delle classi politiche - non solo favoritismi bensì competenze qualificate - è una strada percorribile? Cosa emerge analizzando gli identikit dei parlamentari italiani con quelli degli altri Paesi?

Venerdì, 9 dicembre 2011 - 09:34:05
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Il Forum della meritocrazia è nato lo scorso 24 novembre a Milano e aggrega persone che credono fortemente nelle pari opportunità e ritengono che le cariche amministrative, le cariche pubbliche, così come qualsiasi ruolo che comporti responsabilità nei confronti degli altri, debba essere attribuito secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbistica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia). Le adesioni sono gia' migliaia, tra cui Ignazio Visco, Alberto Quadro Curzio, Alberto Meomartini, Ivan Lo Bello, Umberto Veronesi, luisa Todini, Luca Cordero di Montezemolo e il neo Ministro, Piero Gnudi. L’obiettivo del Forum è, dunque, quello di contribuire a ormare la nuova classe dirigente del Paese su basi meritocratiche. Parte proprio da qui il legame con l’Osservatorio sul Cambiamento delle Amministrazioni Pubbliche (OCAP) dell’Università Bocconi di Milano, un think thank di ricercatori e intellettuali impegnati nello studio dei processi di riforma e rinnovamento della Pubblica Amministrazione italiana e internazionale.

Il Presidente del Forum della Meritocrazia, Arturo Artom  e il Dean dell’ Università Bocconi di Milano e Direttore scientifico dell’Osservatorio sul Cambiamento delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università Bocconi, il Prof. Giovanni Valotti hanno illustrato per la prima volta a Roma, i risultati del proprio lavoro in tema di rinnovamento e meritocrazia nella Pubblica Amministrazione italiana. La ricerca è stata condotta in collaborazione con l’Osservatorio sul Cambiamento delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università Bocconi, e analizza le figure professionali nella PA, amministrative, dirigenziali e politiche. Secondo la ricerca svolta su un campione di 1.000 giovani emerge che la scelta del datore di lavoro è influenzata dal brand dell’azienda, dalla location e dal contesto di lavoro. Il rapporto sulla dirigenza pubblica italiana mostra che il 74,5% dei dirigenti ha un contratto a tempo indeterminato e la retribuzione media annua lorda è di 73.866 euro. La ricerca mette anche a confronto l’identikit del parlamentare italiano con quelli degli altri Paesi europei. I parlamentari italiani hanno una media di 62,8 anni contro i 68,8 della Francia, prima in graduatoria, e i 47 della Danimarca, Paese con i rappresentanti più giovani. La Germania guida con l’83,6% la classifica dei laureati in Parlamento, mentre l'Italia segue con una percentuale del 74,1%.

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