Meritocrazia e competenza nella pubblica amministrazione: realtà o miraggio?
Modernizzare i governi è possibile? Il passaggio da burocrati o eurocrati a manager è ipotizzabile? Vincere la reale sfida per il futuro delle classi politiche - non solo favoritismi bensì competenze qualificate - è una strada percorribile? Cosa emerge analizzando gli identikit dei parlamentari italiani con quelli degli altri Paesi?

Il Presidente del Forum della Meritocrazia, Arturo Artom e il Dean dell’ Università Bocconi di Milano e Direttore scientifico dell’Osservatorio sul Cambiamento delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università Bocconi, il Prof. Giovanni Valotti hanno illustrato per la prima volta a Roma, i risultati del proprio lavoro in tema di rinnovamento e meritocrazia nella Pubblica Amministrazione italiana. La ricerca è stata condotta in collaborazione con l’Osservatorio sul Cambiamento delle Amministrazioni Pubbliche dell’Università Bocconi, e analizza le figure professionali nella PA, amministrative, dirigenziali e politiche. Secondo la ricerca svolta su un campione di 1.000 giovani emerge che la scelta del datore di lavoro è influenzata dal brand dell’azienda, dalla location e dal contesto di lavoro. Il rapporto sulla dirigenza pubblica italiana mostra che il 74,5% dei dirigenti ha un contratto a tempo indeterminato e la retribuzione media annua lorda è di 73.866 euro. La ricerca mette anche a confronto l’identikit del parlamentare italiano con quelli degli altri Paesi europei. I parlamentari italiani hanno una media di 62,8 anni contro i 68,8 della Francia, prima in graduatoria, e i 47 della Danimarca, Paese con i rappresentanti più giovani. La Germania guida con l’83,6% la classifica dei laureati in Parlamento, mentre l'Italia segue con una percentuale del 74,1%.


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