Mercati/ L'Economist plaude a Trichet
Tanto che - suggerisce il settimanale britannico - "le banche centrali che dovrebbero agire con maggiore prontezza dovrebbero essere quelle delle economie emergenti".
In ogni caso, stare fermi è rischioso per almeno due ragioni. La prima, è che se l'inflazione riprendesse a galoppare la Fed e la Bce perderebbero l'autorevolezza di eroici baluardi contro l'inflazione così faticosamente conquistata. La seconda, è che possono innescarsi aspettative di inflazione che indurrebbero chi fissa i prezzi ("price-setters") e i sindacati ("wage-negotiators") ad anticipare l'inflazione attesa, di fatto alimentandola (spirale prezzi-salari).
L'esperienza insegna - conclude l'Economist, appoggiando la Bce e criticando la Fed - che è meno costoso prevenire l'inflazione che doverla riacciuffare quando ormai è galoppante. In questo senso "il piano di alzare i tassi sembra concepito per far capire che la Bce vuol fare sul serio" e, a meno di stravolgimenti verso il peggio, "Fed e Bce dovrebbero agire allo stesso modo prima possibile" onde evitare di "perdere la loro credibilità, il loro patrimonio più prezioso".
giuseppe.morello@affaritaliani.it



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