Toro sulle Borse. L'Eni trascina Piazza Affari

Lunedì, 8 dicembre 2008 - 13:11:00

Bce/ Trichet: crisi si è intensificata e aumentano rischi
Nonostante la giornata di festività, scambi sostenuti e recupero vistoso a Piazza Affari con il Mibtel che a fine seduta mette a segno un balzo del 6,42% mentre l'indice S&P Mib segna un +7,49%.
A trainare il listino il comparto dei bancari e soprattutto Eni che ha terminato con un balzo di oltre il 14% sulla ripresa delle quotazioni del greggio e principalmente per l'interesse manifestato dalla Libia a entrare nel capitale.
Bancari in forte recupero, su tutti i due principali titoli del comparto. Unicredit chiude con un balzo di quasi il 13% e Intesa Sanpaolo guadagna il 10,15%. Forti acquisti anche su Ubi Banca che chiude con un rialzo che sfiora il 9% mentre Banco Popolare e' l'unico in rosso con il titolo in calo del 2,90% sulla nomina di Pier Francesco Saviotti a nuovo ceo del grupppo al posto di Fabio Innocenzi. Sempre tra le blue chip tra imaggiori rialzi Saipem e telecom con progressisuperiori al 7%, Fiat e Bmps in recupero del 6% Fastweb, Generali, Alleanza e Mediobanca in rialzo di oltre il 5%. Sul resto del listino in tensione Eurofly con un balzo del 52%, Banca Carige +10%, Unipol +5,60%.

BORSE EUROPEE -  Volano i listini europei nell'ultima parte di seduta e rafforzano i rialzi sulla scia di Wall Street. Parigi migliore performance del continente con l'indice Cac-40 che mette a segno un balzo dell'8,42%. In rialzo di oltre il 7% Francoforte, mentre Amsterdam mette a
segno un balzo dell'8,14%. Corrono anche Madrid e Londra con indici in progresso rispettivamente del 6,37% e del 6,18%. A Zurigo l'indice Smi termina gli scambi in rialzo del 4,41%.

TORNA A SALIRE IL GREGGIO -  E' decisamente in rimonta il prezzo del greggio, dopo che la scorsa settimana è sceso ai minimi da 4 anni. Rialzo del 7% grazie anche alle aspettative dell'Opec che potrebbe decidere un nuovo taglio alla produzione. Il 'crude' a New York e' stato scambiato a 43,84 dollari al barile, il brent a Londra a 42,69 dollari. Secondo alcuni analisti, il 'rebound' e' dovuto anche all'iniezione di ottimismo data dalla prospettiva dell'approvazione del piano d'aiuti per l'industria statunitense dell'auto.

Ma, appunto, in particolare si registra ottimismo sull'esito della prossima riunione del cartello dei paesi dell'Opec, prevista per il prossimo 17 dicembre in Algeria, che salvo sorprese dovrebbe accogliere la richiesta dell'Arabia Saudita di tagliare la produzione di petrolio per ristabilire un maggior equilibrio tra domanda e offerta. Dopo l'estate, l'Opec ha gia' tagliato la produzione di 2 milioni di barili al giorno, ma non e' sembrato che cio' sortisse gli effetti sperati sul mercato.

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