Mediobanca, le fondazioni schierano Roversi Monaco per il board
Fabio Roversi Monaco, presidente della Fondazione Carisbo, azionista di Intesa Sanpaolo e di Mediobanca (con il 2,48%), potrebbe a breve entrare nel consiglio di amministrazione di Piazzetta Cuccia. L'ex rettore dell'Università di Bologna, infatti, è il candidato delle fondazioni bancarie per il board di Mediobanca. Nome scelto che dovrà vedersela con Francesco Giavazzi, economista della Bocconi ed editorialista del CorSera, per riuscire ad acciuffare l'unico posto riservato alle minoranze, dove le liste presentate sono due.
Lunedì scorso sono state consegnate le liste per il board di Piazzetta Cuccia guidato da Alberto Nagel e la cordata che fa capo alle fondazioni bancarie ha schierato l'ex rettore. Giavazzi è sostenuto dalla lista collegata ai fondi di investimento guidata da Assogestioni. I fondi hanno il 25% del capitale dell'istituto. Una quota maggiore rispetto alle fondazioni bancarie che controllano circa il 10%, ma che potrebbero far valere la loro influenza. Attivo nel mondo economico e finanziario, Roversi Monaco membro del cda di Alleanza Toro e Lead Independent Director, presidente del Mandarin Fund, membro del cda di Telecom Italia Media e dell'advisory board di Advanced Capital Sgr.
Il verdetto è atteso per il 28 ottobre, quand'è stata convocata l'assemblea dei soci (il 28 in prima convocazione; eventuale seconda il 31 ottobre), con all'ordine del giorno l'approvazione del bilancio 2010-2011 e la distribuzione del relativo dividendo da 17 centesimi per azione, la nomina del nuovo Cda (e del collegio sindacale), nonché il via libera ad un eventuale aumento di capitale da massimi 100 milioni di euro nominali oltre che all'emissione di obbligazioni convertibili in azioni ordinarie (eventualmente cum warrant), per un importo massimo di 2 miliardi di euro.
Dopo qualche esitazione da parte dei soci francesi nel corso dell'estate il Patto di Sindacato che vincola il 44% del capitale della banca d'affari milanese ha dato il suo via libera alle nuove regole del Patto stesso, nonché alle modifiche statutarie (sia quelle obbligatorie indicate da Banca d'Italia sia quelle relative alla composizione dei comitati nomine e remunerazioni), arrivando infine a presentare una lista di 22 candidati per il Cda nella quale non nono stati inseriti né Diego Della Valle (Dorint), che ha disdettato il Patto per la sua quota (0,48%, con un'opzione per salire al 2%), né Antonio Ratti (Sofist, 0,2%), uscito a sua volta come già erano usciti da mesi Oppenheim (1,7%), Commerzbank (1,7%), Emilio Botin (Santusa, 1,8%).
Se questi movimenti sembrano destinati a portare ad un aumento della partecipazione detenuta dal finanziere bretone Vincent Bollorè e quindi del suo peso in consiglio, per l'unico posto disponibile in Cda ai soci di minoranza, fallita una mediazione di Assogestioni, si è invece arrivati ad uno scontro tra le fondazioni bancarie e i gestori.
Andrea Deugeni


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































