Mediobanca/ Rumors: Bollorè, Pesenti e M. Berlusconi dietro il no a Della Valle

L'unica sorpresa sui nuovi equilibri in Mediobanca riguarda il lato 'azionario', con la famiglia Gavio che da meno dello 0,1% dovrebbe crescere fino all'1%, nonostante la bufera-Penati che coinvolge il numero uno del gruppo, Bruno Binansco. Per il resto, per quanto riguarda il cda, la porta si è chiusa in faccia a Diego Della Valle così come era prevedibile.
Pesa ancora così tanto il 'vecchio' Salvatore Ligresti in quel di Piazzetta Cuccia? No, non è questo il punto, malignano i bene informati. Dietro al no a Mr Tod'S c'è ben altro. E in particolare tre persone a cui l'imprenditore marchigiano piace poco e che sono riuscite a prevalere anche sull'amministratore delegato, Alberto Nagel, e su altri soci disponibili come Marco Tronchetti Provera.
Mentre infatti Nagel spingeva per l'ingresso di Della Valle, principale portavoce della fronda anti-Geronzi, Vincent Bollorè, Gianpiero Pesenti e Marina Berlusconi hanno detto no. Ognuno per ragioni diverse.
Il finanziere francese, che fino al'ultimo ha tentato di difendere il banchiere di Marino, ha colto l'occasione per presentare a Mr Tod's il conto proprio del suo attivismo anti-geronziano. Pesenti, con l'appoggio dell'amico Bazoli (l'altro "arzillo vecchietto"), non ha certo gradito la le parole del marchigiano su Rcs e la sua disponibilità a salire ancora anche in via Rizzoli. Infine, Marina Berlusconi. Le sue ragioni sono fin troppo chiare: perché mai aprire le porte del salotto buono della finanza a un ex-amico del padre?



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