Mediazione civile e commerciale: ecco come funziona
di Michele Bottazzi, avvocato e presidente Bottazzi Mediazioni - www.bottazzimediazioni.it
In codesto scritto cercherò di fare luce sulla neonata figura della Mediazione, mezzo nato per risolvere il pantagruelico e, sostanzialmente indegno di ogni Civiltà definibile tale, irrimediabilmente stazionario lavoro dei Tribunali Italiani. Dipanare una matassa procedurale divenuta incomprensibile e inaccettabile, fucina di indicibili malumori, disparità e sperequazioni valutative, atta null'altro che a ledere ulteriormente quella ormai flebile credibilità che il volgo ripone nella Giustizia e in coloro che dovrebbero amministrarla, gestirla e dispensarla. Non mi soffermerò sulla parte tecnico-legislativa che compete a noi operatori e specialisti del settore, autorizzati dal Ministero della Giustizia e, dallo stesso controllati, vigilati e valutati, ma risponderò alla gran parte delle domande che le Persone comuni sono solite porre e porsi riguardo all'innovazione introdotta e all'effettiva sua fruizione e valenza.
1) Differenza tra Mediazione Obbligatoria e Mediazione Volontaria.
Mediazione Obbligatoria: Chiunque nel caso di una controversia inerente diritti reali, di divisione, di successioni ereditarie, di patti di famiglia, di locazione, di comodato, d' affitto di aziende, di risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è, nel caso in cui intendesse esercitare in giudizio un'azione relativa alle suddette materie, tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione. Dal Marzo 2012 rientreranno tra queste anche le controversie in materia di condominio ed il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti.
Mediazione Volontaria: Le materie che non rientrano tra quelle per cui è prevista l'obbligatorietà.
2) Costi del Procedimento. L'indennità comprende le spese di avvio del procedimento e le spese di conciliazione. Per le spese di avvio del procedimento è dovuto da ciascuna parte un importo di Euro 40,00 (compresa o esclusa i.v.a.) che deve essere versato dalla parte istante al momento del deposito della domanda di conciliazione e dalla parte aderente alla procedura al momento del deposito della risposta. Le spese di avvio non sono dovute qualora le parti depositano una domanda di conciliazione congiunta. Le indennità facenti capo alle materie oggetto di mediazione obbligatoria sono ricomprese e riportate in una tabella che il Ministero della Giustizia ha reso di obbligatoria recezione ed applicazione per tutti gli Organismi di Mediazione;
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Per le materie non soggette all'obbligatorietà, le tariffe cambiano a seconda del tipo di Organismo cui l'avventore si rivolge. Consiglio vivamente di confrontare prezzi e servizi offerti accedendo ai siti internet che gli Organismi seri hanno ed aggiornano di sovente.
3) Tempi del Procedimento: Il Procedimento di Mediazione deve essere obbligatoriamente concluso entro 4 (quattro) Mesi dal suo inizio. Le spese definite come sopra, siano esse inerenti a materie pur cui vige l'obbligatorietà o meno, si intendono riferite all'intero procedimento.
4) Insuccesso del tentativo di Conciliazione tra le parti: Se la Mediazione non va a buon fine, il mediatore che l'ha condotta redige comunque il verbale con l'esito della stessa e lo produce al Giudice competente, il quale, una volta svolto il Processo Ordinario, ne tiene conto per la liquidazione delle spese di causa e degli onorari.
5) Riservatezza e Imparzialità: Tutto ciò che viene detto durante le sedute congiunte deve restare all'interno della stanza e, rigorosamente, tra coloro che, in essa, sono presenti; mediatore, parti ed eventualmente legali di questi ultimi. Ancora più rigorosa e criptica è la situazione che si crea durante la seduta disgiunta; in codesta circostanza, tutte le confidenze rilasciate al mediatore resteranno celate a qualsiasi altro terzo (compreso il proprio legale, la controparte o il di lei avvocato) e mano che non sia lo stesso “confidente” a farne esplicitare il contenuto dal mediatore medesimo o rivelandolo di persona. Nessuno dei presenti alla Mediazione può rivelare ad alcuno il contenuto e le informazioni emerse durante le sedute. Le informazioni acquisite dal mediatore nel corso della Mediazione non possono essere utilizzate nemmeno dal Giudice nel Processo che andrà a svolgersi; il mediatore, anche su richiesta esplicita dello stesso Giudice, è tenuto all'assoluto segreto su tutto ciò che ha appreso. Possiamo considerare le stanze preposte alla Mediazione come un ambiente asettico cui nulla esce ed il mediatore come un parroco nell'atto di ricevere confessione. Il mediatore deve essere neutrale, imparziale e terzo rispetto alle parti e alle loro appendici; esso non giudica né impone o vieta, si attiene a fare osservare la civiltà, il rispetto e l'educazione e si adopera con tutta la sua esperienza, conoscenza, professionalità e capacità per far si che le parti in gioco si accordino ed escano soddisfatte dall'esperienza vissuta. Deve avere una visione sinottica che gli permetta di guardare ovunque e l'intelletto per trovare quel piccolo recondito pertugio in grado di risolvere il contenzioso creatosi. Esso colma le diversità culturali e dialettiche e tende a portare il dialogo su un livello onnicomprensivo, un minimo comun denominatore che coincida con la personalità delle parti e le faccia sentire a proprio agio indipendentemente dal titolo di studio, dal blasone o dalle onorificenze assegnate.
Conclusioni
Ho percorso le vie ordinarie e quelle nuove della Mediazione e, senza ombra di dubbio alcuno, scelgo queste ultime, come penso che una assennata valutazione ed un libero e ponderato pensiero portino a fare molti altri soggetti. Mi sono impegnato in maniera viscerale per creare un Organismo di Conciliazione perché credo immensamente nella potenzialità di codesta materia che gli altri Stati già praticano e navigano da anni con discreti successi. Ritengo che se ben applicata e gestita da soggetti umanamente idonei, tecnicamente preparati e mentalmente aperti, si possa concludere molto più di quanto faccia ogni Tribunale cui io o altri si siano mai recati. Penso che un mero escamotage, volto ad alleggerire alla bene-meglio il gravosissimo e vergognoso carico giudiziario, quale la genesi della Mediazione/Conciliazione come istituto è, forse, stato concepito, possa divenire il più efficace mezzo di risoluzione alla maggior parte di quei problemi che il comun vivere crea e arreca a tutti noi esseri viventi. Reputo, già da quando ancor non brandeggiavo Costituzione o manuali di qualsivoglia Diritto, che un uomo sia un uomo e come tale si comporti, con tutti i difetti che in esso possano essere insiti o generati più o meno coercitivamente.
Un giudice è e resterà un essere umano e come tale, coacervo di magagne, lacune, credenze, convincimenti, opportunismo, simpatie, antipatie e potrei continuare per ore, come la vita e il mio lavoro ci insegnano, ad annoverare tutto ciò che può fare propendere l'esito di un processo da una parte o dal suo opposto. Chiunque, di senno munito e senza interessi contrari, può facilmente comprendere sia meglio decidere il proprio destino che riporlo nelle mani di un terzo che, legge a tutelarlo, opti per il pollice alzato al cielo o volto verso il suolo con la stessa indifferenza che serba per l'involucro del panino per il pranzo. Infinite volte la vita ci ha posto in opposizione con le scelte altrui che non reputavamo giuste, rette o imparziali; gli esempi sono i più disparati e spaziano dalla frivolezza per la preferenza di un personaggio rispetto ad un altro, la decisione arbitrale su un rigore o fuorigioco concesso o negato, il giudizio della giuria in un concorso canoro o di bellezza, alla inconfutabilmente più seria e, teoricamente, saggia decisione di schieramento sul discorso circa l'aborto, la pena capitale, l'eutanasia e altri importanti scelte discrezionali e quotidiane che si perpetueranno e ripercuoteranno sulla vita nostra e dei nostri cari. Ho investito energia, tempo e molto denaro in questo progetto perché credo in esso e in un sistema di autotutela e autodeterminazione dei propri interessi che nessun TERZO può dare né, tanto meno, garantire! Nessuno più di noi stessi può meglio tutelare i nostri interessi e, se avremo a sbagliare sarà per nostra esclusiva colpa e non ci tormenterà il rammarico di essere incorsi in un pessimo consigliere o distratto valutatore.



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