Mattone/ Rapporto Nomisma: nel 2010 le compravendite cresceranno del 2%. Dall'inizio della crisi prezzi scesi del 8/9%
Il 2010 si chiude, anche in Italia, come nella maggior parte degli altri paesi, con il mercato immobiliare in recupero, pur in un contesto macroeconomico difficile. Passata la fase acuta della "tempesta", che va dall'ultimo trimestre del 2008 al II del 2009, la gran parte degli indicatori dell'immobiliare hanno cominciato a risalire, seppur lentamente, la china. E' quanto si evidenzia dal Terzo Rapporto Immobiliare 2010 di Nomisma, presentato oggi a Milano. Il miglioramento complessivo in corso - rilevano gli analisti della societa' bolognese - si intravede piu' nettamente rispetto alla prima parte dell'anno, anche se permangono dubbi, associati al quadro macroeconomico problematico, relativamente alla sua solidita'.
Stanno, infatti, lentamente, ma inesorabilmente, stabilizzandosi i giudizi sull'intonazione del mercato, volto ad una stabilizzazione dei prezzi in un quadro di tendenziale riavvio della domanda. Il 2010 rappresenta, infatti, secondo gli esperti del settore, un anno di assestamento dopo la caduta verticale subita nel 2008-2009 sul fronte delle compravendite e quella, meno pesante, ma comunque inusuale per il mercato italiano, dei prezzi.
Per l'anno in corso si stima che le compravendite di abitazioni possano toccare quota 620.000, crescendo di circa due punti rispetto all'anno scorso, quando avevano raggiunto il livello minimo sui 600 mila contratti. Un lieve riavvio delle stipule cosi' come confermato anche dai piu' recenti dati riguardanti il mercato dei mutui. Il riavvio delle transazioni non avviene tuttavia in maniera diffusa e generalizzata: i comuni coluogo, infatti, crescono in modo piu' sostenuto (+6,7%) rispetto ai mercati di provincia i quali rimangono, invece, su liveklli alquanto depressi (+0,4%) dell'anno passato. Secondo i dati di Nomisma, dall'inizio della crisi immobiliare il mercato italiano delle compravendite ha perso circa il 26% per il settore abitativo e il 34% in corrispondenza degli altri immobili.
E anche i prezzi sono diminuiti: di circa il 5-6% in sede nominale e dell'8-9% in sede reale. In pratica i prezzi sono tornati a quello di cinque anni fa, al netto dell'inflazione. Complessivamente, la riduzione dei contratti unita a quella dei prezzi ha compresso il fatturato del settore immobiliare, che quest'anno dovrebbe aggirarsi intorno ai 110 miliardi di euro, lasciando sul terreno 40 miliardi nell'ultimo triennio (30 nel settore abitativo e 10 per gli immobili di impresa). E se alla flessione dimensionale del mercato immobiliare di agiunge quanto sta perdendo il comparto delle costruzioni, secondo il rapporto di Nomisma l'impoverimento del settore e' di poco inferiore ai 60 miliardi di euro.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















