Portafoglio/ Preziosi e materie prime in crisi, si può approfittarne con prudenza

I mercati azionari restano estremamente volatili, con le chiusure in netto calo di listini asiatici seguite da aperture altrettanto negative in Europa e da un’improvvisa inversione di tendenza nel corso della mattinata che porta ora le borse del vecchio continente a recuperare fino a un paio di punti percentuali sull’attesa di nuove misure straordinarie a cominciare dalla possibile ricapitalizzazione del fondo “salva stati” europeo Efsf per evitare il default della Grecia e l’effetto contagio nei confronti di altri “periferici” ma anche per garantire un sostegno al sistema creditizio europeo.
In una situazione prossima all’isteria, gli investitori più prudenti liquidano da giorni persino gli investimenti in beni “rifugio” come i preziosi e le materie prime, queste ultime perché si teme che la più volte annunciata nuova recessione sia ormai prossima, i preziosi perché si preferisce prendere profitto dai continui progressi degli ultimi mesi e ricollocare la liquidità su valute forti (tra cui sembra essere nuovamente considerato, per ora, il dollaro) e in titoli di stato americani o tedeschi.
Così stamane l’oro viene indicato a 16010,34 dollari l’oncia a Londra dopo aver toccato i 1.575,80 dollari a Hong Kong, circa 320 dollari in meno del record di 1.921 dollari toccato lo scorso 6 settembre, su valori che non si vedevano più dal luglio scorso, mentre l’argento crolla a 28,46 dollari dopo essere calato anche sotto i 27 dollari l’oncia (cosa che non accadeva da gennaio), col rapporto gold/silver che schizza così a 56,58.
Dal canto suo l’indice S&P Gsci Spot Index che misura l’andamento delle principali materie prime è sui minimi da 10 mesi, col rame cede in calo di un 4% a 7,055 dollari (in questo caso si tratta dei minimi da oltre un anno) dopo aver già perso il 15% la scorsa settimana e col petrolio che rimane sotto gli 80 dollari al barile, oscillando a 79,14 dollari dopo aver toccato i 78,23 dollari a New York venerdì sera.
La brusca correzione delle quotazioni dei preziosi (in particolare dell’argento), ancora più che quella delle materie prima, potrebbe ora ridare la possibilità a chi finora non aveva beneficiato in alcun modo del rally di scommettere su futuri rimbalzi. Se a breve l’andamento delle quotazioni resterà probabilmente erratico, a medio termine le motivazioni di fondo (crescita moderata dell’economia e assenza di particolari tensioni sui prezzi, continua domanda da parte dell’Asia, ritorno della domanda di beni rifugio da parte degli investitori più prudenti) che hanno portato al continuo rialzo delle quotazioni dei preziosi dovrebbero consentire una ripresa del trend secolare di crescita delle quotazioni.
Se volete dunque approfittare del momento per inserire anche i preziosi nel vostro portafoglio di asset meglio puntare su ETF sull’oro (diversificando con strumenti indicizzati all’argento piuttosto che al palladio per sfruttarne la maggiore volatilità se volete provare a inseguire un extra rendimento) che non su acquisti del metallo fisico. Sempre monitorando attentamente l’evoluzione dei mercati e dunque non tardando a prendere profitto se lo scenario dovesse nuovamente mutare, magari in senso più favorevole agli investimenti a rischio come le azioni.
Luca Spoldi


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