Market Movers/ Piazza Affari chiude in calo: Mibtel -4,96%, S&PMib -5,61%. Raffica di titoli sospesi al ribasso. Male Intesa
Il ribasso della Borsa sembra senza freni, anche se l'indice di piazza Affari ha concluso la giornata sopra i minimi ridimensionando le perdite, che erano arrivate nel corso della seduta anche all'8%. L'indice Mibtel chiude a quota 15,390, inferiore al minimo "storico" di 15,438 toccato nel precedente venerdi' nero di due settimane fa, con una flessione del 4,96% rispetto a ieri. Contenuti, come in tutte le sedute precedenti, i volumi dell'attivita': da un lato il divieto di vendite allo scoperto, dall'altro le continue e prolungate sospensioni dalle contrattazioni di titoli "di peso" per eccesso di ribasso, hanno limitato l'operativita' del mercato, limitandone probabilmente anche le perdite.
Il "recupero" finale è dovuto al contemporaneo miglioramento della tendenza a Wall Street, che era invece partita in netto calo. I ribassi sono stati particolarmente accentuati sui titoli bancari e in particolare Intesa Sanpaolo e Unicredit, ma anche sui petroliferi e gli industriali. La coincidenza delle date (il famoso crack di Wall street nel 1929 ebbe il suo culmine proprio il 24 ottobre) ha alimentato i superstiziosi commenti degli addetti ai lavori, che pero' rilevano come non si possa piu' parlare di vendite da panico: i piccoli risparmiatori, spiegano, non sono quelli che determinano l'andamento del mercato.
A smobilizzare i patrimoni azionari sono invece gli investitori istituzionali, che devono racimolare liquidita' per far fronte ai riscatti di chi rivuole indietro i suoi investimenti. Fra questi, i piu' attivi nelle vendite di questi giorni sono gli hedge fund, mentre il divieto di vendere allo scoperto allontana la speculazione dal mercato. Questo spiega i bassi volumi dell'attivita' (2,7 miliardi di controvalore). Nonostante le sospensioni per eccesso di ribasso, anche oggi il titolo piu' scambiato e' Eni, che ha chiuso in calo del 5,76%: come gli altri petroliferi (Saipem -3,69%, Tenaris -9,86%), soffre del ribasso del prezzo del greggio che e' proseguito anche dopo la decisione dell'Opec di tagliare la produzione. In calo anche Enel (-4,02%).
Tracollo dei bancari, soprattutto Intesa Sanpaolo, sospesa per gran parte della seduta, che ha chiuso a -12,55% dopo che il presidente Salza ha ipotizzato una riduzione del dividendo; ma anche Unicredit ha perso anche oggi l'8,19% mentre dopo una giornata difficile ha chiuso addirittura in recupero la Bpm (+0,89%). Debacle anche per Fiat che perde l'8,71% il giorno dopo i dati trimestrali mentre Telecom ha "contenuto le perdite" chiudendo a -4,16%). Fra i pochi titoli che hanno chiuso in controtendenza, si segnalano Finmeccanica fra gli industriali (+1,04%), A2a fra gli energetici (+0,64%), Italcementi (+0,44%) e Atlantia (+0,38%). Ancora piu' brillanti le performance di Unipol (+3,53%) e FonSai (+3,02%) in un comparto assicurativo che ha visto scendere la quotazione delle Generali del 5,89%. Male anche gli editoriali (Espresso - 8,23%).



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