Mariella Burani/ Chiesto il fallimento di Bhd
![]() Sfilata Mariella Burani (foto di Nicole Cavazzuti) |
L’istanza di fallimento è stata depositata oggi presso il tribunale di Milano dato che per i Pm milanesi Luigi Orsi e Mauro Clerici la società, che nonostante la sede legale ad Amsterdam ha sede effettiva in Via Verri a Milano, avrebbe ormai un patrimonio netto negativo e sarebbe indebitata con la stessa Mbfg per circa 5 milioni di euro, oltre ad essere a sua volta indebitata con le banche per altri 15 milioni di euro.
La vicenda potrebbe dunque essere prossima ad una conclusione, dopo il prolungarsi infruttuoso delle trattative tra i Burani e le banche creditrici, culminato nella rinuncia al mandato di advisory da parte di Mediobanca a causa della mancata costituzione “nei tempi richiesti dalle banche finanziatrici” (una quarantina in tutto, tra cui Unicredit, Ubi, Intesa Sanpaolo e Deutsche Bank) di un escrow account di euro 50 milioni che gli stessi Burani avrebbero dovuto versare presso una primaria banca, da utilizzarsi per sottoscrivere l’aumento di capitale da 83 milioni e mezzo di euro deliberato dall’assemblea della società.
Escrow per il quale, ha risposto ufficialmente Mbfg su sollecitazione della Consob, sono tuttora in piedi trattative con la banca d’investimento libanese Gulf Finance & Investment Corporation . Nel frattempo però sempre la Procura di Milano, che indaga sulle ipotesi di aggiottaggio, falso in bilancio, frode fiscale e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza, ha iscritto nel registro degli indagati Walter Burani (che solo lo scorso 29 dicembre aveva ufficialmente negato l’esistenza di alcuna ipotesi di messa in liquidazione di Burani Designer Holding e Mariella Burani Family Holding), assieme al figlio Giovanni (a lungo amministratore delegato di Mbfg) e ad una terza persona (si tratterebbe di Giuseppe Gullo, Cfo del gruppo).
In queste condizioni difficile capire se Franco Tatò, il cui nome è circolato nelle ultime ore come possibile nuovo advisor, accetterà di subentrare a Mediobanca per tentare di ritessere il discorso tra Mbfg e i suoi creditori. Qualcosa di più dovrebbe sapersi a breve, dato che il Cda della società, riunitosi ieri, ha dato mandato congiunto al presidente e all’amministratore delegato di individuare il nuovo advisor “all’interno di una rosa ristretta e di negoziare le condizioni del mandato”. Formula che sembra avvalorare l’ipotesi che per ora Tatò od eventuali altri intermediari non abbiano ancora sciolto le proprie riserve.
In tutto questo i Burani continuano a prendere tempo per cercare di sbloccare la vicenda a partire dalla costituzione dell’acconto da 50 milioni di euro, primo segnale di buona volontà che potrebbe però giungere fuori tempo massimo se il tribunale fallimentare di Milano accogliesse la richiesta della Procura, decretando il fallimento di Bhd e dando così il via a un potenziale effetto domino il cui risultato finale potrebbe essere uno spezzatino del gruppo in asset da cedere al miglior offerente per far rientrare almeno in parte i creditori della propria esposizione.
Uno scenario che per gli azionisti di minoranza vorrebbe dire rimanere con tutta probabilità con le mosche in mano e che fa tremare ulteriormente anche Antichi Pellettieri, controllata dai Burani al 50,5%, che oggi perde quasi 7 punti percentuali e che nell’ultimo mese ha già lasciato sul campo il 16% (-76,5% circa il bilancio rispetto a dodici mesi or sono).
Luca Spoldi



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