Marea nera/ La Casa Bianca: colpa della politica dei tagli di Bp
La commissione d'inchiesta della Casa Bianca, chiamata a far luce sul disastro ambientale nel Golfo del Messico, ha puntato il dito contro la Bp e altre due societa' accusate di politiche di riduzione dei costi, che contribuirono a provocare l'incidente alla piattaforma petrolifera lo scorso 20 aprile.
Nel rapporto finale sulle cause dell'esplosione della Deepwater Horizon, che ha causato il piu' grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti, la commissione ha sottolineato che Bp, Halliburton e Transocean non misero a punto un sistema adeguato di sicurezza del pozzo "per risparmiare tempo e denaro". E ancora: "Una migliore gestione da parte di Bp, Hallibirton e Transocean avrebbe quasi certamente evitato l'esplosione". Creata da Barack Obama, la commissione e' il primo organo governativo a redigere un 'report' sul disastro nel Golfo del Messico. Anche se non ha l'autorita' di sanzionare le aziende, il documento puo' rappresentare un punto d'appoggio per i futuri procedimenti giudiziari legati alla marea nera.
In particolare, la Bp e' stata considerata colpevole di non aver utilizzato tecnologie per collaudare la stabilita' del pozzo e di aver commesso "errori fondamentali" anche durante le operazioni di blocco della perdita, come l'esperimento di utilizzare fango, prima di tentare l'installazione di un tappo di cemento. La Bp, in un comunicato, ha manifestato tutto il suo sostegno al lavoro della commissione della Casa Bianca: "Stiamo lavorando per assicurare che la lezione del Macondo (il nome del pozzo nel Golfo del Messico, ndr) possa portare a un miglioramento delle operazioni nella perforazione in acque profonde".



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