Casi e casini di Borsa/ E se Marchionne offrisse l’Alfa Romeo in cambio del controllo di Man e Scania?
Saranno solo coincidenze, ma a Piazza Affari bastano per riportare i titoli Fiat Industrial e Fiat Spa sotto i riflettori. Dopo aver preannunciato la possibilità che il Lingotto si porti al 51% di Chrysler Llc entro fine anno (nel frattempo il gruppo di Torino ha ufficializzato la sua salita dal 20% al 25% nel capitale del terzo produttore di Detroit), dopo l’Ipo prevista nella seconda metà del 2011, Sergio Marchionne rilancia ammettendo che potrebbe esserci un interesse del gruppo per rilevare il controllo dei produttori di mezzi pesanti Man e Scania, al momento partecipati da Volkswagen, se come aveva già ipotizzato ieri John Elkann (presidente di Fiat Spa e consigliere d’amministrazione di Fiat Industrial) il gruppo tedesco volesse concentrarsi sulle attività “core” dell’auto e mettesse in vendita le sue quote (il 30% di Man, la maggioranza di Scania).
Marchionne ha ovviamente puntualizzato che “al momento” non ci sono trattative in corso con Volkswagen, la quale da parte sua non ha commentato la vicenda. Ma qualcuno a Piazza Affari già si domanda come il gruppo italiano potrebbe eventualmente finanziare una simile (doppia) acquisizione, buttando un nome non proprio a caso come ipotetica contropartita: l’Alfa Romeo. Marchionne ha già detto più volte che il biscione non è in vendita ma che se i tedeschi, ai quali l’Alfa piace e non hanno mai fatto mistero della cosa, dovessero fare una di quelle offerte che non si possono rifiutare, chissà.
Di certo da sola Iveco, 7,18 miliardi di ricavi netti nel 2009 dopo aver toccato un picco di 10,89 miliardi l’anno prima, pur essendo tra i leader mondiali del settore dei veicoli industriali, appare finora di taglia un po’ troppo piccola, specie nel settore dei mezzi pesanti (le cui vendite sono calate dagli oltre 60 mila esemplari del 2007 ai circa 22.100 del 2009, a fronte di un calo da 211.700 a 103.900 immatricolazioni nello stesso periodo), per pensare ad un futuro “stand alone” e potrebbe dunque trarre un notevole beneficio dall’aggregazione con altri due produttori europei.
Altrettanto vero è che Marchionne ha investito molto sul rilancio dell’Alfa Romeo anche se i risultati tardano a vedersi, con un 2010 chiuso con sole 51.882 vetture immatricolate in Italia, rispetto alle 55.260 vetture vendute l’anno prima, per una quota che resta attorno al 2,6% del mercato italiano (pari alla metà circa del marchio Lancia e a un decimo circa del marchio Fiat). Solo voci e ipotesi da broker o c’è qualcosa in movimento ai piani alti del Lingotto? La borsa sembra credere alla seconda ipotesi, con Fiat Industrial che ormai sfiora i 10 euro per azione e sale del 3,5% anche stamane e Fiat Spa attorno ai 7,7 euro, con un rialzo di poco inferiore ai 2 punti percentuali.
Luca Spoldi



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