Stadio Juve, Marcegaglia nel mirino
per aver venduto l'acciaio “scadente”

Colpo di scena sulla vicenda del nuovo stadio dei bianconeri. La lista degli indagati nell’inchiesta sull’acciaio usato per costruire lo Juventus Stadium potrebbe infatti ampliarsi: oltre ai tre firmatari del certificato di collaudo, il sostituto procuratore Gabriella Viglione sta cercando di identificare chi abbia fornito l’acciaio ritenuto più “scadente”. E secondo alcuni rumor potrebbe essere il gruppo Marcegaglia a finire nel mirino degli investigatori, in particolare un responsabile addetto alla vendita.
L’acquisizione di documenti, fatture e bolle di accompagnamento, sequestrati durante le perquisizioni degli ultimi giorni, è stato il punto di svolta. Occhi puntati soprattutto su una fattura di due anni fa relativa a un ordine consegnato alla società padovana Fip industriale, che nella cordata di costruttori aveva il compito di fornire l’acciaio, comprato da Marcegaglia. Dalla sede dell’azienda di famiglia del leader di Viale dell'Astronomia si mostrano tranquilli e fanno sapere di non temere nulla: "Noi abbiamo venduto il tipo di acciaio che ci era stato richiesto". Il metallo era arrivato a Torino accompagnato da regolare certificazione Ce, che attestava le peculiarità richieste da chi doveva realizzare l’impianto. Ma in base alla normativa vigente è obbligatorio che i costruttori eseguano prima delle prove di laboratorio. Alcuni campioni di lastre avevano dimostrato al contrario alcune differenze: l’acciaio era risultato essere peggiore del 15-20% circa rispetto a quello richiesto.
Il problema è che l’inaugurazione dello Juventus Stadium era già stata fissata, parte dell’acciaio “scadente” era già stato posizionato e quindi bisognava per forza andare avanti. "Il primo ad accorgersi che qualcosa non andava, intorno a febbraio, è stato Franco Ossola — spiega il suo avvocato, Giulio Demaria —. È stata quindi fatta una modifica al progetto per rinforzare i pennoni, depositata allo Sportello unico del Comune il 5 agosto, cioè tre giorni prima del collaudo che è avvenuto l’8". Secondo la procura il solo impegno a rafforzare la struttura non era sufficiente a dichiarare idoneo lo stadio.


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