Conti pubblici/ Giallo sulla manovra correttiva
Giallo sulla manovra correttiva che il governo starebbe studiando per giugno. Secondo fonti parlamentari, infatti, il ministro Giulio Tremonti avrebbe allo studio una Finanziaria bis necessaria per reperire per le sole spese correnti almeno 4-5 miliardi di euro. 
Giuseppe Vegas
"Mai saputo niente", commenta però ad Affaritaliani.it, il viceministro dell'Economia, Giuseppe Vegas. Secondo i rumors in Transatlantico, tra i fondi necessari da reperire ci sarebbero quelli per il rifinanziamento delle missioni all'estero per il secondo semestre 2010. E non è escluso che il valore della manovra possa crescere.
Ma anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, smentisce. La prossima manovra correttiva dei conti pubblici sara' quella che il governo si e' impegnato a ettere in atto nel 2011, pari allo 0,5%, precisato il titolare di via XX Settembre. 'Il governo della Repubblica Italiana si e' impegnato nelle sedi europee a una correzione dello 0,5% nel 2011. Confermo quell'impegno - ha detto Tremonti a margine di un convegno sulle authority - che prendera' forma all'interno del meccanismo di finanziaria triennale. Verra' realizzato con gli strumenti della legge di stabilita' -. Smentisco le voci giornalistiche''.
In realta', sembra che l'ipotesi all'esame degli economisti di Via XX Settembre, non risulterebbe una manovra correttiva dei conti, piuttosto una riallocazione di risorse per poter finanziare misure come le missioni all'estero.
Intanto, a fine aprile dovrebbe essere presentata la Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica che aggiorna il quadro macroeconomico dell’Italia. L’ultima revisione risale al patto di stabilità presentato dal Tesoro a fine gennaio che stima per quest’anno un Pil all’1,1%, un debito al 116,9% e il deficit al 5%. Dall’anno prossimo, per effetto della nuova legge di contabilità pubblica, la Ruef (relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica) diventerà Ref (relazione sull’economia e la finanza pubblica) e conterrà sempre l'aggiornamento delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica.
Per il Dpef, invece, le novità scattano già da quest’anno: non sarà più presentato entro luglio, ma entro il 15 settembre e si chiamerà Decisione di finanza pubblica (Dfp). Sulla base delle previsioni tendenziali e degli obiettivi indicati nella Dfp, entro il 15 ottobre sono presentati al Parlamento il disegno di legge di stabilità (la vecchia Finanziaria), e il ddl Bilancio.



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