Manovra/ La Corte dei Conti: impulsi recessivi, rischio spirale negativa
Il ricorso a manovre che impiegano la leva fiscale comporta il rischio di "una spirale negativa". Lo ha sottolineato il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, nel corso dell'audizione di fronte alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. "Non puo' essere sottovalutato il rischio, ripetutamente segnalato anche dalla Corte, che le difficolta' crescenti di conseguire effetti rapidi e strutturali attraverso il contenimento della spesa pubblica primaria e - ha spiegato Giampaolino - di conseguenza, il ricorso prevalente a manovre che impiegano lo strumento fiscale, concorrano a determinare una spirale negativa nella quale dosi sempre maggiori di restrizione sono imposti proprio dagli impulsi recessivi che, in tal modo, vengono trasmessi all'economia e da questa al bilancio".
"Oltre la meta' della manovra lorda e' da attribuire all'introduzione dell'Imu, alla rivalutazione delle rendite catastali e all'aumento delle accise", ha sottolineato il presidente della Corte. "Un altro 20% delle risorse complessive - ha spiegato Giampaolino -deriverebbe dagli interventi in materia previdenziale, per l'80% da riferire alla deindicizzazione dei trattamenti pensionistici. Di rilievo appare la riduzione dei trasferimenti ai Comuni, province e regioni a statuto speciale, pari a quasi il 10% della manovra".


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