Niente veline, siamo manager
Di Giuseppe Morello
| Altro che veline. I manager italiani sognano la Prestigiacomo |
Mentre l’inchiesta di Bari ci racconta il malinconico arrancare di donne belle e inclini a fare il soprammobile, sexy ma che – come diceva Kant – “abusano della facoltà che si concede alle donne di essere ignoranti”, i manager sognano ora la donna intelligente, con personalità e magari di potere. Va invece in soffitta la bella statuina, la velina, “il ciarpame”, come lo ha definito (forse ingenerosamente) Veronica Lario.
Per anni orgogliosi di circondarsi di donne che hanno investito più sul seno che sul cervello, i manager (sui cui gusti per la verità ci sarebbe molto da dire) non fantasticano più sulla segretaria sciocchina e in minigonna, ma vagheggiano fughe d’amore con la ministra (ma una donna normale proprio no?).
Non siamo ancora alla linea dettata da Proust, che suggeriva di lasciare le donne belle a chi ha poca fantasia, e infatti nella classifica stilata da Playboy appaiono i nomi di Mara Carfagna e Vittoria Brambilla, non certo di Margherita Hack e Rosy Bindy (anche se di quest’ultima Sgarbi una volta ha detto perfidamente che è “più bella che intelligente”), però il cambiamento c’è.
Ora, i manager vogliono donne intelligenti e dalla forte personalità, ma la domanda che nessuno si fa mai è un’altra: le donne belle e in gamba avranno voglia di stare coi manager ricchi ma stupidi? La buona notizia sarebbe se finalmente la risposta fosse no.



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