Made in Italy/ Tre casi di successo: come far soldi in tempo di crisi

Giovedì, 16 aprile 2009 - 08:52:00


Lamborghini Gallardo
Una fascia di mercato attenta alla qualità più che al prezzo e per questo in buona misura immune agli alti e bassi del ciclo economico, a differenza delle vetture prodotte su larga scala, come dimostrano anche i numeri di Lamborghini, marchio bolognese passato negli ultimi anni di mano in mano (tra l’altro fu controllato da Chrysler dal 1987 al 1994), prima di accasarsi in Volskwagen/Audi che ha chiuso il  2008 con un fatturato in crescita del 2,5% a 478,8 milioni di euro (a fronte di 2430 vetture consegnate, l’1% in più che nel 2007) e un utile ante imposte balzato da 47,1 a 60 milioni di euro.

Ma è ancora la qualità, ed in particolare la qualità percepita, uno dei segreti di Esselunga, che opera quasi all’estremo opposto del mercato rispetto a Maserati, ossia nei prodotti di largo consumo. “Produttori di private label come La Doria o Mirato che lavorano molto con Esselunga, spiega ancora Tognoli, hanno riportato un deciso incremento di fatturato nel 2008 proprio per quanto riguarda questa specifica tipologia di prodotti”, premiata dal mercato non solo perché in Italia il peso è ancora relativamente modesta rispetto al resto d’Europa (siamo intorno al 12% contro un 20% medio) ma anche perché il rapporto qualità percepita/prezzo è sempre più a loro vantaggio rispetto ai tradizionali prodotti di marca”.

La casalinga vogherese, insomma, ha fatto due conti e dovendo rimodulare la spesa per far fronte agli imprevisti e alle incertezze che la crisi ha portato con sé ha dapprima provato e poi sostituito i prodotti a marca Esselunga a quelli di brand maggiormente pubblicizzati ma di qualità analoga e prezzo superiore. “Nel caso dei succhi di frutta prodotti da La Doria per Esselunga, il mix di caratteristiche richieste dal gruppo lombardo è, a detta degli stessi tecnici del gruppo campano, tra i migliori in assoluto tra quelli presenti sul mercato” aggiunge Tognoli. Lo stesso dicasi per molti dei deodoranti che Mirato produce per Esselunga.

Che accanto al rinnovo dei prodotti e all’attenzione alla qualità continua a puntare sulla crescita organica, con un modello di business sempre più simile a quello del leader mondiale della Gdo, Wal-Mart. “Un modello che consente di registrare tassi di crescita del fatturato importanti anche in fasi di mercato deboli come l’attuale” spiega l’analista. Fatto di cui finisce per beneficiare ovviamente l’intera struttura dei conti, dagli ammortamenti agli investimenti.

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