Luxottica/ Borsa, Del Vecchio stappa lo spumante nel 2010
In una giornata che soffre del rialzo natalizio dei tassi cinesi (saliti ormai di mezzo punto nel giro delle ultime 10 settimane) almeno quanto l’ondata di gelo che attanaglia New York e gli Stati Uniti facendo restare a casa i potenziali acquirenti post-natalizi e deprimendo ulteriormente i titoli del comparto della grande distribuzione, già delusi dalla generalizzata frenata delle vendite di questi giorni, uno dei pochi titoli che a Milano sembrava in grado di contrastare la lettera che oggi si abbatte su tutte le blue chip è stata Luxottica (invariata in chiusura).
Merito di una con cui Bank of America Merrill Lynch ha alzato il target price del titolo da 23 a 26 euro per azione ribadendo il proprio “buy” (acquistare) ed indicando che nei prossimi dodici mesi il titolo potrebbe apprezzarsi di un ulteriore 20% dai livelli attuali. Quanto è bastato per far salire in mattinata il titolo sino a 23,20 euro prima che scattassero immediate prese di profitto che l’hanno riportato sui 23 euro a cui aveva già chiuso venerdì e che comunque una crescita del 27% abbondante nell’ultimo anno, di cui l’11,65% registrato nel corso dell’ultimo mese.
Ma perché gli analisti del broker americano sono così positivi? Perché il gruppo controllato dalla famiglia Del Vecchio sta portando avanti in Asia e più in generale nei mercati emergenti di tutto il mondo una strategia di internazionalizzazione che hanno reso il titolo sempre meno dipendente non solo dall’andamento del mercato italiano ma anche di quello statunitense, primo “territorio di sbarco” fuori dai confini patri di Luxottica, alcuni decenni or sono.



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