Lodo Mondadori/ Fininvest pagherà 560 mln
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Fininvest paghera' 560 milioni come risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti. Lo ha deciso la seconda Corte d'Appello di Milano. I giudici della seconda sezione civile del tribunale di Milano hanno confermato in appello con uno 'sconto' la sentenza che obbliga Fininvest a risarcire Cir per il Lodo Mondadori. L'azienda del Biscione dovrà versare 560 milioni di euro al gruppo di Carlo De Benedetti. La sentenza e' immediatamente esecutiva.
LA SENTENZA CON SCONTO - Decisiva nel determinare lo 'sconto' a Fininvest, nella causa d'appello che vedeva contrapposto il 'Biscione' alla Cir, e' stata la consulenza tecnica d'ufficio depositata nel settembre scorso. Lo studio aveva rivelato che il valore delle societa' oggetto dello scambio (tra cui L'Espresso e Repubblica) era diminuito tra il giugno del 1990 e l'aprile del 1991, periodo durante il quale ci fu la trattativa. Inoltre, i giudici non hanno riconosciuto il danno di immagine, sancito invece dalla sentenza di primo grado, per la Cir. Secondo il collegio, presieduto da Luigi De Ruggero, anche se la sentenza Metta le avesse dato ragione, la Cir comunque non sarebbe stata in grado di costituire la 'grande Mondadori', perche' la politica non avrebbe mai avallato questa soluzione, privilegiando invece una spartizione tra i gruppi facenti capo a De Benedetti e Berlusconi. Non ci sono state peraltro, aggiungono i giudici, significative variazioni del valore delle azioni Cir in Borsa, dopo il verdetto firmato da Metta.
GIUDICI: BERLUSCONI CORREO DI CORRUZIONE - "E' da ritenere, incidenter tantum e ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede, corresponsabilita' che, come logica conseguenza, comporta, per il principio della responsabilita' civile delle societa' di capitali per il fatto illecito del loro legale rappresentante o amministratore commesso nell'attivita' gestoria della societa' medesima, la responsabilita' della stessa Fininvest". Lo scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza d'appello che obbliga Fininvest a risarcire Cir con 560 milioni per il Lodo Mondadori. 
Berlusconi e Carlo De Benedetti
"DANNO DIRETTO E NON DA PERDITA CHANCHE" - La Cir subi' un danno immediato e diretto dalla sentenza con cui i giudici della Corte d'Appello di Roma presieduto da Vittorio Metta, la cui corruzione e' stata accertata in sede penale, stabilirono che il Lodo Mondadori era nullo. E' quanto sostengono nelle circa 300 pagine di motivazioni i giudici del tribunale civile di Milano che hanno condannato la Fininvest a risarcire 560 milioni, compresi gli interessi legali alla Cir. Questa tesi e' diversa da quella prospettata dal giudice di primo grado, Raimondo Mesiano, il quale invece parlo' di 'perdita di chance', nel senso che la sentenza frutto della corruzione indeboli' la posizione negoziale di Cir nei confronti di Fininvest. Trattativa che poi si concluse con una spartizione in base alla quale il gruppo Espresso e Repubblica finirono alla Cir, a Mondadori andarono i settori dei libri e dei quotidiani e il gruppo di De Benedetti dovette versare un conguaglio. I giudici dell'Appello non hanno invece considerato la perdita di chanche, ma hanno ritenuto che Cir subi' un danno immediato e diretto dalla sentenza Metta.
MARINA BERLUSCONI: FAREMO RICORSO IN CASSAZIONE - Il presidente Fininvest Marina Berlusconi annuncia ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello sul 'Lodo Mondadori'. "Anche di fronte ad un quadro cosi' paradossale e inquietante - dice - non ci lasciamo pero' intimorire. Gia' in queste ore i nostri legali cominceranno a studiare il ricorso in Cassazione. Siamo certi di essere assolutamente nel giusto, dobbiamo credere che le nostre ragioni verranno alla fine riconosciute. Verita' e giustizia non potranno continuare ad essere calpestate e piegate a logiche inaccettabili e indegne di un Paese civile". 
Marina Berlusconi
"FORSENNATA AGGRESSIONE MIO PADRE" - "E' una sentenza che sgomenta e lascia senza parole". E' questo il primo commento di Marina Berlusconi, presidente Fininvest. "La Fininvest, che ha sempre operato nella piu' assoluta correttezza - scrive in una nota - viene colpita in modo inaudito, strumentale e totalmente ingiusto. E il parzialissimo ridimensionamento della sanzione rispetto al giudizio di primo grado nulla naturalmente toglie alla incredibile gravita' del verdetto. Neppure un euro e' dovuto da parte nostra, siamo di fronte ad un esproprio che non trova alcun fondamento nella realta' dei fatti ne' nelle regole del diritto. Ma questa e' una sentenza che suona anche come un'amara sconfitta per la giustizia, per quanti continuano a credere che esista, che debba esistere, una giustizia imparziale e giusta. E' indiscutibile che questo attacco abbia come principali protagonisti una parte della magistratura (e della magistratura milanese in particolare) e il gruppo editoriale che fa capo a Carlo De Benedetti. E adesso - prosegue la nota - con un verdetto che nega l'evidenza emesso dalla magistratura milanese, la Fininvest viene condannata a versare una somma spropositata proprio al gruppo De Benedetti. Una somma addirittura doppia rispetto al valore della nostra partecipazione in Mondadori".
CIR: LA SENTENZA CONFERMA CHE CI FU CORRUZIONE - ''E' stata depositata oggi - si legge in un comunicato - la sentenza della Corte d'Appello di Milano nella causa civile promossa da CIR, assistita dagli avvocati prof. Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini, contro Fininvest per il risarcimento del danno causato dalla corruzione giudiziaria nella vicenda del ''Lodo Mondadori''. La sentenza condanna Fininvest a pagare in favore di CIR euro 540.141.059,32, oltre agli interessi legali maturati dal 3 ottobre 2009 al saldo, quale risarcimento di danno immediato e diretto. La sentenza, inoltre, condanna Fininvest a pagare a CIR le spese legali dei due gradi di giudizio. CIR e i propri legali, avvocati Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini, rilevano con soddisfazione che la sentenza della Corte d'Appello conferma ancora una volta che nel 1991 la Mondadori fu sottratta alla CIR mediante la corruzione del giudice Vittorio Metta, organizzata per conto e nell'interesse di Fininvest. Si e' inoltre riconosciuto il diritto di CIR a un congruo risarcimento per il danno sofferto. Tale danno, enorme gia' in origine, si e' poi notevolmente incrementato per rivalutazione e interessi in considerazione del lungo tempo trascorso dai fatti. Con particolare soddisfazione si registra il passaggio della sentenza dove si riconosce che, corrompendo il giudice Metta, Fininvest tolse a CIR non la semplice chance di vincere nel 1991 la causa sul controllo del gruppo Mondadori-Espresso, ma la privo' senz'altro di una vittoria che senza la corruzione giudiziaria sarebbe stata certa. Infine - conclude la nota Cir - si ribadisce che il contenzioso giudiziario sul Lodo Mondadori, relativo a fatti avvenuti oltre venti anni fa, riguarda una storia imprenditoriale ed e' completamente estraneo all'attualita' politica''.
I legali della Cir, Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini, esprimono "soddisfazione" per la sentenza della Corte d'Appello "che conferma ancora una volta che nel 1991 la Mondadori fu sottratta alla CIR mediante la corruzione del giudice Vittorio Metta, organizzata per conto e nell'interesse di Fininvest". "Si e' inoltre riconosciuto - scrivono in una nota - il diritto di CIR a un congruo risarcimento per il danno sofferto. Tale danno, enorme gia' in origine, si e' poi notevolmente incrementato per rivalutazione e interessi in considerazione del lungo tempo trascorso dai fatti. Con particolare soddisfazione si registra il passaggio della sentenza dove si riconosce che, corrompendo il giudice Metta, Fininvest tolse a CIR non la semplice chance di vincere nel 1991 la causa sul controllo del gruppo Mondadori-Espresso, ma la privo' senz'altro di una vittoria che senza la corruzione giudiziaria sarebbe stata certa. Infine si ribadisce che il contenzioso giudiziario sul Lodo Mondadori, relativo a fatti avvenuti oltre venti anni fa, riguarda una storia imprenditoriale ed e' completamente estraneo all'attualita' politica".
BERLUSCONI NON COMMENTA, CI SONO I MERCATI - "Berlusconi ha deciso di non parlare - spiega Paolo Bonaiuti a margine del suo intervento dal palco alla festa del Pdl a Mirabello - perchè domani si aprono i mercati...». Bonaiuti ribadisce dunque che la «speculazione dei mercati è in atto. Ci sono dei movimenti che sui mercati si ripropongono ciclicamente pur non avendo un motivo reale alla base". "L'economia italiana, però - insiste - è assolutamente solida, così come le sue banche. E gli 'stress-test' che usciranno a fine settimana lo dimostreranno". "Bisogna avere dunque - conclude - fiducia e tranquillità".
LE REAZIONI/ "La Corte d'Appello di Milano ha emesso una sentenza contro ogni logica processuale e fattuale, addirittura ampiamente al di la' delle stesse risultanze contabili che erano gia' di per se erronee in eccesso, e addirittura superiore al valore reale della quota Mondadori posseduta da Fininvest. E' la riprova, se ve ne fosse stato bisogno, che a Milano e' impossibile, quando vi e' anche indirettamente coinvolto il Presidente Berlusconi, celebrare un processo che veda la applicazione delle regole del diritto. E se la Corte d'Appello non sospendera' l'esecutivita' della sentenza, tale prova sara' ancora piu' evidente. Comunque la Corte di Cassazione non potra' che annullare questa incredibile sentenza". Lo dichiara l'avvocato Niccolo' Ghedini.
"Di fronte alla sentenza Mondadori l'unica cosa che si puo' dire e' che a questo punto solo degli
osservatori neutrali, rappresentanti di istituzioni internazionali, sarebbero in grado di verificare le modalita' anomale e violente, piu' simili a paesi totalitari che a democrazie civili, in cui si esercita l'amministrazione della giustizia in italia". Lo afferma Sandro Bondi, coordinatore del Pdl. "Le sentenze si rispettano, e cosi' pure i giudici. Ma, finche' siamo un Paese libero, esiste il diritto di criticarle e di contestarne radicalmente i contenuti. A mio avviso, siamo dinanzi a una decisione abnorme, che rischia di essere una mazzata tremenda per un'azienda, e di mettere in discussione investimenti, prospettive, posti di lavoro". Lo afferma il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone.
"La sentenza d Appello sul Lodo Mondadori, peraltro annunciata, certifica che l attacco giudiziario sproporzionato lanciato contro Silvio Berlusconi 17 anni fa si e' spostato dalla sfera politica a quella patrimoniale ed economica, ma pur sempre con finalita' politiche: deve essere abbattuto il nemico. E una buona ragione in piu' perche' il premier guidi anche nei prossimi anni il governo per vincere una battaglia storica. Sono certo che Berlusconi reagira' con forza e determinazione a quest'altro sconcertante capitolo della storia d Italia ". Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.



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