Galassia Ligresti/ Salgono le quotazioni di Gronchi mentre scendono quelle di Bondi. Ecco chi manderà Ghizzoni a ristrutturare Premafin e FonSai
Un nome perfetto ci sarebbe ed è quello del disoccupato Alessandro Profumo anche se nelle ultime ore stanno salendo le quotazioni di Divo Gronchi. Nel dossier FonSai aperto in UniCredit nessuno ha competenza finanziaria, conoscenza del file Ligresti e buoni rapporti con l'ingegnere come l'ex McKinsey. Però, inutile dirlo, l’ipotesi è semplicemente fantascientifica. E così nelle sale operative e in Piazza Cordusio ci si arrovella su chi possa essere il super-manager incaricato di guidare la ristrutturazione di Premafin e FonSai in prima linea per conto di piazza Cordusio, una volta che Ghizzoni avrà aperto ancora i cordoni della borsa pur di non perdere tutto.
Se certamente, infatti, ci sarà un manager interno che seguirà con attenzione l’operazione, riferendo direttamente a Ghizzoni, come accade con la Roma dei Sensi (e potrebbe essere proprio lo stesso Peluso che tra poco dovrebbe chiudere la partita con i giallorossi), ce ne vuole un altro, dallo standing più elevato e meno di parte, da affiancare a Jonella, Giulia e Paolo.
E' da escludere, infatti, che un manager interno si trasferisca dai Ligresti proprio per la spiacevole impressione di commissariamento che ciò provocherebbe, soprattutto nel mercato. Serve qualcuno però che faccia quanto fatto in passato dall'inflessibile inviato di Mediobanca, Carlo Ciani. Per questo, nonostante il giro di poltrone in vista nelle principali società italiane, è difficile pensare che si tratti di un nome di primo piano: meglio un tecnico 'da seconda linea'.
Chi allora? Tra gli illustri futuri disoccupati spicca il nome di Divo Gronchi, ex amministratore delegato della Banca Popolare Italiana dopo il ciclone Fiorani, che ha rimesso in sesto la banca lodigiana dopo esser finita a un passo dal baratro nella famigerata estate della scalata ad AntonVeneta. Un altro nome che si fa è quello di Enrico Bondi, il salvatore di Parmalat, che però non è così gradito a Salvatore Ligresti con cui ha già avuto a che fare in passato (esperienza finita, pare, in malo modo). Oltretutto il risanatore Parmalat resterà a Collecchio a capo della lista di minoranza che Intesa sta allestendo per controbilanciare il peso dei fondi esteri nel gruppo alimentare. Infine si sussurra il nome di un altro papabile, come Mario Resca, uomo del post-crack Cirio.



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