Libri/ La Banca d'Italia secondo Einaudi
| L’AUTORE Luigi Einaudi (Carrù, 1874 – Roma, 1961), uomo politico ed economista, docente universitario, liberale, antifascista dovette emigrare in Svizzera nel 1943. Governatore della Banca d’Italia dal 1945 al 1948, Presidente della repubblica dal 1948 al 1955. Tra i suoi scritti I problemi economici della federazione europea (Treves 2004). "Einaudi pur essendo stato un grandissimo economista ha mostrato di essere anche un grande uomo politico. Che ha saputo coniugare l'abilità dell'economista, portando a termine provvedimenti politici che hanno rimediato la situazione economica del Paese, e l'intelligenza di unire forze politiche che approvassero questi provvedimenti", afferma ad Affaritaliani.it Nicolò Sella di Monteluce, presidente della casa editrice Treves. "Il libro mostra la grandissima capacità politica di Einaudi che si inserisce certamente nel novere dei grandi uomini politici europei. Una primazia che oggi è richiesta in tutto il mondo e che purtroppo manca. E' compito di una casa editrice portare all'attenzione anche la primazia della politica", conclude. |
I circa trenta mesi in cui Einaudi occupò effettivamente la carica di Governatore sono stato cruciali nelle vicende dell’immediato dopoguerra ed hanno rappresentato un periodo così ricco di eventi, fatti, problemi da farne il periodo più indagato, discusso, controverso almeno della storia economica italiana della seconda metà del Novecento. L’Italia era un paese duramente sconfitto, aveva perso in poco tempo le colonie, si trovava in uno stato di occupazione militare. Fu per quasi due anni un teatro di guerra; diviso in due; con due mercati indipendenti ed un confine fra i due in continuo movimento. Usciva da una lunga esperienza dittatoriale che aveva cambiato la organizzazione dello Stato. Dovette, pertanto, affrontare i problemi del dopoguerra, e non solo quelli economici, in condizioni diverse da quelli degli altri paesi, anche di quelli sconfitti.
La Banca d’Italia fu parte anch’essa di questo turbinio di eventi. Nominato Governatore il 5 gennaio del 1945, da un punto di vista operativo Einaudi dovette affrontare il compito di trasformare la Banca d’Italia da banca del Tesoro ad una normale banca centrale; da una istituzione monetaria costretta a fronteggiare compiti anormali e di emergenza, ad una che può occuparsi, in una condizione relativa, di stabilità monetaria.
La sua politica antinflazionistica fu decisiva per il risollevamento delle condizioni economiche del Paese e nonostante le ovvie difficoltà, Luigi Einaudi raggiunse gli obiettivi che gli erano stati assegnati e che sentì sempre come degli impegni esistenziali, come si potrà desumere anche nelle Considerazioni.
CONSIDERAZIONI FINALI DELLA BANCA D’ITALIA
Luigi Einaudi
A cura di Piero Barucci
pp. 828
50,00 euro



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















