Liberalizzazioni/ Tassisti sul piede di guerra. De Magistris: "Hanno ragione"

Anche Luigi De Magistris scende in campo a fianco dei tassistii. "La liberalizzazione — ha detto il sindaco del capoluogo campano — non è una priorità per il Paese. Credo che i tassisti napoletani abbiano ragione anche perché con noi collaborano bene e stanno contribuendo alla ripresa di questa città con i grandi progetti di mobilità che stiamo facendo".
Dopo le dichiarazioni del collega romano, Gianni Alemanno, che ha parlato di "reddito bassissimo" e di auto bianche ferme in colonna per il poco lavoro, anche il primo cittadino di Napoli prende posizione contro le misure del governo Monti.
Intanto ieri, nella città partenopea, 500 taxi hanno invaso la centralissima Piazza del Plebiscito lasciando per la città posteggi deserti e nessuna vettura in giro.
Secondo i rappresentanti sindacali delle varie cooperative, a Napoli ci sarebbero gia' circa 1.000 licenze in piu' rispetto alla domanda, per un totale di circa 2.400 taxi circolanti. La singolare forma di protesta e' partita spontaneamente e, dicono i tassisti napoletani, non fa capo ad alcuna sigla sindacale o cooperativa. Il 'fermo', definito anche da alcuni autisti pubblici 'assemblea permanente', sara' a oltranza, ed e' nato da un passaparola.
Poco utile viene giudicato lo sciopero del 23 gennaio, non come forma di protesta in se' ma perche', fanno notare i tassisti partenopei, e' fissato tre giorni dopo la data in cui l'esecutivo discute la bozza sulle liberalizzazioni.


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