Derivati/ Ecco che ha stipulato i contratti con Lehman Brothers. Fra le blue chips, Telecom, Poste e...
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Lehman Brothers Holdings (Lbhi), per la prima volta dopo che è finita in amministrazione controllata a settembre del 2008, ha fornito un elenco dei suoi potenziali creditori sui derivati, tra cui circa 70 italiani. Oltre a molte blue chips, ci sono anche grandi società non quotate. Oltre che una nutrita rappresentanza istituzionale, tra regioni e ministero dell'Economia
Fra le stelle del Ftse-Mib ci sono anche Mps, Intesa, Terna, Poste, Finmeccanica, Banco Popolare, Fondiaria, Generali. Insomma se questi strumenti finanziari un po' più complessi delle obbligazioni, sottoscritti interamente dai piccoli risparmiatori italiani, andavano via come il pane fra le big è ovvio che anche le varie Italmobiliare, Barilla, Ferrero, Candy, De Longhi vi hanno fatto ricorso. Fra i creditori, ma che però fanno parte della lista delle società pubbliche, figurano anche il ministero per l'Economia (con due contratti), uno intestato alla Cassa depositi e prestiti. Poi Regione Marche, Regione Lazio e Regione Sicilia.
L'amministratore della società americana, Alvarez&Marsal, non ha indicato il valore nozionale dei contratti, tantomeno ha specificato se e quanto è dovuto alle controparti ma, per il momento, si è limitata a informare i propri interlocutori che quello è l'elenco dei crediti di terzi riconosciuti nello stato patrimoniale del gruppo. I derivati in questione sono stati stipulati con una società controllata da Lbhi, la Lehman Brothers Special Financing, che secondo le prime stime di A&M ha posizioni debitorie su quei contratti per circa 12 miliardi di dollari (su 16 miliardi complessivi di tutto il gruppo).



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