Le imprese cinesi diventano green
La Cina, paese che sul Carbone ha fatto la propria fortuna recente, viste le immense riserve di cui dispone, ha ora deciso che la propria energia debba arrivare da altre fonti: sole, acqua, vento o dal nucleare. Il Nucleare è infatti considerabile anch’esso “verde”, nel senso che la ricerca cinese sta inseguendo la fusione termonucleare, dopo i primi test positivi del proprio reattore testato nel 2007, chiamato non a caso “Sole artificiale”. Ma in questi giorni è il Solare ad appassionare di più, perché è anche già diventata un’industria d’esportazione. Infatti, dopo un periodo d’apprendistato, ora i laboratori e le imprese cinesi sono diventate esportatori di tecnologia che come caso delle Solar Fun Power, sono già arrivate anche alla quotazione Nasdaq, con uffici in Germania, Spagna, Australia e USA. Dietro a tutto questo, esiste un preciso piano del governo cinese che intende ridurre entro il 2030 le importazioni di petrolio fino al 30/40 %, la sua esigenza di carbone del 40% e tagliare l’emissione di gas serra del 50%.
Risultati che la Cina intende realizzare attraverso gli ingenti investimenti in tecnologie disponibili o in fase di studio nei suoi centri di ricerca. L’investimento stimato per arrivare a realizzare la propria “economia verde” cinese sono nell’ordine di circa 2 miliardi di yuan, con un investimento annuo nell’ordine del 1,5 – 2,5% del proprio PIL. Ma quali sono le altre azioni concrete che la Cina sta seguendo per ridurre i propri consumi? Il primo è supportare la crescita di un’industria di veicoli elettrici, quella che consentirebbe di tagliare le necessità di petrolio del 30/40%. Quindi già da tempo le biciclette sono state sostituite da motocicli, rigorosamente elettrici, riscrivendo così dalle fondamenta il famoso detto “il popolo di biciclette (Elettriche)”! Con ulteriori ingenti investimenti nello sviluppo di nuove tecnologie per la produzione d’energia pulita, imprimendo anche un’accelerata ad impianti per la produzione eolica, idroelettrica e solare, la Cina conta di ridurre la propria dipendenza dalle centrali di carbone, dall’attuale 81% al 34% del 2030. Rivedendo poi le regole con le quali sarà possibile costruire case ed uffici, conta di ridurre il fabbisogno elettrico di un ulteriore 10%.
Che dalle intenzioni si sia da tempo passati ai fatti, è dimostrato anche dall’inizio della costruzione della prima centrale a concentrazione cinese, capace di produrre 1,5 MW e che sarà terminata entro il 2010. Ma questa centrale non è in un posto sperduto del paese, bensì è costruita a Beijing, la capitale, centrale che con un’estensione di 13 ettari ed un investimento di 11, 6 milioni di euro, con il suo centinaio di specchi riflettenti, produrrà circa 2,7 Milioni di kWh annui, tagliando così qualcosa come 2.300 tonnellate di emissione di anidride carbonica. Quella di Beijing è inserita in un piano ben più vasto di centrali termodinamiche che entro il 2015 dovrebbero produrre 150 MW. Altri segnali sulle reali intenzioni cinesi? Negli ultimi 15 anni hanno già ridotto in media del 4,9%, la quantità di biossido di carbonio e di altri gas effetto serra emessi per unità di PIL. Gli Stati Uniti solo del 1,7% e la Germania del 2,7%. La scelta “verde” cinese va anche oltre essendo in grado da una parte, di migliorare la qualità dell’ambiente, ma dall’altra consente di creare un formidabile sistema industriale che potrà assorbire consistente forza lavoro, offrendo così una nuova opportunità d’innovazione e d’occupazione nel paese. Per questo i Cinesi hanno lanciato la propria corsa nella ricerca a tutto campo sulle Energie pulite, tanto che alla fiera di Shanghai si è potuto constatare come molte zone industriali della Cina siano ormai a tutti gli effetti tante “Sun Valley” e parti attive nella costruzione del sogno comune dell’ “Economia Verde” cinese.



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















