Focus lavoro/ Fornero: riforma in 2-3settimane. Avanti anche senza l'accordo

Il Governo cerca un accordo sulla riforma del mercato del lavoro, ma se non lo trovera' andra' avanti da solo. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, al tavolo con le parti sociali a Palazzo Chigi.
Fornero ha chiesto di chiudere la trattativa in due-tre settimane e ha ipotizzato un nuovo incontro con sindacati e imprese tra 10 giorni, non escludendo anche incontri separati e gruppi di lavoro. Inoltre il governo vuole distinguere tra flessibilita' buona e cattiva e sulla riforma delle pensioni chiarisce: non si tocca e non si torna indietro perche' ha ridotto lo spread.
"L'incontro di questa mattina e' stato contrassegnato da un clima positivo e di collaborazione. La riforma ha obiettivi generali condivisi, mi sento di dire, da tutti i partecipanti al tavolo", ha detto il ministro. Il governo "vuole dialogare" con le parti sociali, ma fara' di tutto per "non perdere il treno" della riforma del mercato del lavoro: andra' avanti con o senza l'accordo con le parti sociali. L'obiettivo complessivo "non e' aiutare i lavoratori a discapito delle imprese o viceversa", il disegno "e' di grande respiro".
La riforma del mercato del lavoro "e' fondamentale", ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. "I mercati finanziari, gli istituti internazionali, la commissione europea e gli investitori aspettano di vedere come la faremo". E sull'articolo 18 ha precisato: "E' sul tavolo e lo sosteniamo. Siamo totalmente d'accordo con quanto ha detto Monti: l'articolo 18 non deve essere piu' un tabu', crea una dicotomia drammatica e pesantissima all'interno del mercato del lavoro". "Pensiamo che il tema del reintegro deve valere per tutti i casi di licenziamenti discriminatori o casi in cui la legge dice che il licenziamento e' nullo", ha aggiunto.
Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, il governo "ha l'intento di ragionare sulle precarieta', a partire dalle partite iva. C'e' una flessibilita' cattiva, che noi chiamiamo precariato". E sui licenziamenti: "In Germania, dove vige la cogestione, non si licenzia senza il consenso delle parti", ha aggiunto. "Dobbiamo apprezzare l'intento del Governo che è quello di lavorare per trovare un accordo", anche se ha tenuto a precisare che sulla crescita, da parte del governo, ci sono ''solo annunci e non risposte''.
Il segretario generale della Cgil ha poi affrontato il tema delle pensioni, dicendo: "Continuiamo a indicare al governo che la modalità con la quale sono intervenuti sulle pensioni ci apre molti problemi, occorre ragionare su questo". Infine, sull'art. 18, la Camusso si è limitata a dire: ''Le opinioni le conoscete. Confindustria si fa prendere un po' la mano sulla scorciatoia dei licenziamenti, ma il problema non è quello". Poi ha aggiunto, lanciando una frecciata a Monti: "In questo momento ci sarebbero in Italia tantissime persone che sarebbero felici di annoiarsi, ma ce ne sono moltissime che non si possono annoiare perché stanno cercando disperatamente un posto di lavoro. Più che fare delle battute bisognerebbe indicare loro quale strada il Paese intende intraprendere''.
L'articolo 18, hanno affermato, il leader della Cisl e della Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, e' contro le discriminazioni e "non c'entra nulla con le flessibilita'". Per Bonanni "l'articolo 18 ha una funzione civile e importante, perche' evita discriminazioni". Angeletti ha sottolineato: "L'articolo 18 carica sulle aziende l'onere della prova perche' un licenziamento sia giustificato". Se la flessibilita' "buona" sara' il perno della discussione "tutto risultera' piu' facile", ha aggiunto Bonanni. Angeletti ha lanciato l'allarme occupazione: "Nel 2012 avremo 250 mila posti di lavoro in pericolo. Questa emergenza va affrontata con razionalita' e urgenza". "Siamo pronti a condividere con il governo la riforma del lavoro ma senza un parallelo piano di sviluppo per il Paese non riusciremo a creare occupazione", ha detto infine il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella.


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